Baobab, nonostante lo sgombero, continua la propria attività a supporto dei migranti

Baobab, nonostante lo sgombero, continua la propria attività a supporto dei migranti

Di seguito il video della conferenza stampa tenuta da alcuni rappresentanti di Baobab Experience al Centro Congressi Frentani di Roma.


A proposito, dopo lo "sgombero" Baobab si è riorganizzato a piazzale Spadolini, a poca distanza dal luogo precedente, nei pressi della stazione Tiburtina, assistendo al momento una cinquantina di migranti.

 

Per quanto riguarda le false notizie relative al fatto che Baobab non avrebbe accettato l'aiuto offerto dal Comune di Roma, questa è la ricostruzione fatta dalla stessa associazione rispetto a quanto accaduto una settimana prima dello sgombero:

"120 posti disponibili da subito.

Questo è quello che ci hanno detto dal dipartimento alle politiche sociali del comune di Roma. Sono spuntati così, improvvisamente, a ridosso dello sgombero di Piazzale Maslax ormai imminente.
Quello che abbiamo capito, tramite vie informali, è che Ferrovie dello Stato ha richiesto lo sgombero per riappropiarsi del parcheggio abbandonato di via Gerardo Chiaromonte e che, dopo le nostre denunce, l’assessorato si è attivato per far sì che il presidio fosse “vuoto” al momento dello sgombero.
Quello che non sappiamo, invece, è dove sia stato il Comune di Roma nell’ultimo anno e mezzo, da quando è nato il presidio a Piazzale Maslax. Abbiamo visto passare l’unità di strada della Sala Operativa Sociale (SOS) ogni sera ed ogni sera ripeterci che non c’erano posti disponibili: né per donne, né per malati, né per uomini.

Ieri mattina, in un incontro nella sede dell’assessorato alle politiche sociali, abbiamo preso le informazioni su questi 120 posti. Con noi, oltre alle associazioni che forniscono assistenza sanitaria e legale, c’era anche un rappresentante dei ragazzi che dormono al campo.
Abbiamo chiesto informazioni sulle soluzioni che il Comune di Roma intende mettere in campo: dove sono i centri, per quante ore al giorno sono aperti, quanto durerà il periodo di accoglienza, che servizi verranno offerti, quale sarà il percorso volto a garantire l’autonomia abitativa e l’inclusione sociale.

Ieri sera, per la prima volta negli ultimi 18 mesi, la SOS, ha trovato posto ad 8 persone. Dopo aver ricevuto informazioni, 6 uomini e 2 donne hanno accettato la sistemazione offerta.
Li abbiamo accompagnati nei diversi centri (gli spostamenti sono tutti a carico dei volontari, il Comune non provvede) scoprendo, già stasera, gravi lacune nell’organizzazione: uno dei centri designati non era stato avvertito dell’arrivo di una donna e ne è nato un rimpallo di responsabilità che l'hanno tenuta bloccata insieme alla volontaria che l’ha accompagnata, per un’ora prima di essere accolta.

Stamattina, invece, dopo 4 ore, sono stati ricollocati solamente tre ragazzi.
Poco fa abbiamo saputo che la SOS non tornerà al presidio oggi pomeriggio, come invece ci era stato detto ieri, quando il dipartimento aveva assicurato due turni al giorno, mattina e pomeriggio.
Dopo meno di 24 ore, già il piano operativo risulta differente da quello presentato all'incontro in assessorato. E nel frattempo, la polizia continua a fare foto e sopralluoghi e gli operai continuano a lavorare per la chiusura totale della recinzione di piazzale Maslax, tramite un cancello.
Di questo passo, per coprire 120 posti, ci vorranno mesi.

Sappiamo che la responsabilità di questi errori non dipende dai singoli operatori che lavorano sul campo, ma da dall'approssimazione di un sistema sbagliato improntato sull'emergenza invece che sulla pianificazione ragionata del percorso di accoglienza.

Non ce ne voglia il Comune ma siamo scettici, molto scettici.
Tutte e tutti noi vorremmo che il presidio di Piazzale Maslax rimanesse vuoto il prima possibile, che tutti i suoi abitanti trovino una sistemazione degna. Ma in modo strutturato, non all'ultimo minuto per tamponare anni di approssimazione e coreografie politiche sulla pelle delle persone.

Abbiamo ancora nelle orecchie le promesse -mai mantenute- dell’assessora Baldassarre sulla destinazione del Ferrhotel a centro di primissima accoglienza, sulla riapertura del presidio umanitario in via del Frantoio.
Sentiamo ancora l’eco dell’accoglienza negata a ragazzi appena dimessi da lunghe degenze in ospedale, a donne sole, a persone con documento “non idoneo” all’accoglienza, rimandati in strada.

Siamo scettici e preoccupati per il destino di queste persone.

Da oggi ci sono 109 posti liberi, da quello che ci dicono. Vedremo cosa accadrà, non solo fino allo sgombero del presidio di Piazzale Maslax ma anche e soprattutto nei giorni seguenti.
Qui, dietro la Stazione Tiburtina, come accade da anni, da molto prima di Baobab Experience, continueranno ad arrivare uomini e donne (come quella incinta arrivata ieri proprio pomeriggio) con necessità di orientamento ai servizi di base e troveranno la strada, un cantiere blindato senza nessuno ad offrire informazioni, un pasto caldo, un riparo dalla pioggia.
Così Roma continua a negare il diritto alla primissima accoglienza: queste persone oltre i numeri, la capitale d’Italia continua a volerle ignorare o aspettare che diventino "fragilità" documentate per collocarle nel circuito d'accoglienza. Ci hanno detto tante cose, ma solo una ne sappiamo per certa: noi rimarremo in strada a dare supporto anche solo ad un migrante che venga privato dei suoi diritti umani fondamentali."

Categoria Cronaca
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