Prima il 'campo largo' per le Regionali in Sardegna, d'amore e d'accordo con il PD di Elly Schlein - che ha portato alla vittoria il centrosinistra di nuova 'aggregazione' per una manciata di voti, ma non tanto per meriti propri, quanto per demerito del centrodestra - e subito dopo un Giuseppe Conte che rompe con gli alleati del Nazareno annunciando il ritiro degli assessori grillini dalla giunta di Michele Emiliano alla Regione Puglia.

Un colpo mortale, a livello politico e d'immagine, al centrosinistra pugliese, ma anche una ferita forse insanabile all'idea stessa del cosiddetto campo largo a livello nazionale.

La motivazione ufficiale è quella dei duri e puri che vogliono fare pulizia e tabula rasa della vecchia politica fatta di scandali, mazzette e ruberie.

ll Comune di Bari, guidato dal sindaco Pd uscente Antonio Decaro, è scosso da una serie di inchieste, arresti e indagati eccellenti negli ultimi mesi che hanno portato alla commissione del Viminale che potrebbe disporre lo scioglimento per infiltrazioni mafiose alla vigilia delle prossime elezioni amministrative, i prossimi 8 e 9 giugno in coincidenza con le Europee. Per quel motivo, Conte aveva annullato le primarie cittadine previste per domenica scorsa, scatenando la guerra con il Pd. Di ieri la notizia dell'arresto di un fedelissimo del governatore Emiliano, l'ex assessore Alfonso Pisicchio. La goccia che avrebbe fatto chiudere il campo largo.

E così il leader del M5S, Giuseppe Conte, a Bari durante una conferenza stampa convocata nella sede della regione Puglia, dopo l'ultima tornata di arresti, chiude definitivamente il 'campo largo':

Stiamo leggendo pagine di politica che sono anche di cronaca giudiziaria che fanno tremare i polsi.

Non combattiamo solo Meloni e soci, non facciamo sconti nemmeno a chi è nel nostro campo. Vogliamo dare una fortissima scossa, è il momento di fare pulizia e tabula rasa. Dobbiamo estirpare la cattiva politica. Rinunciamo al nostro ruolo di governo, rimettiamo tutte le deleghe nella Regione Puglia. 

Il Movimento 5 stelle è nella maggioranza che sostiene il presidente della Regione, Michele Emiliano, ed è nella giunta regionale con una sua rappresentante, Rosa Barone, assessora al Welfare, e con una consigliera che ha la delega alla Cultura, Grazia di Bari. Mentre Cristian Casili è vicepresidente del Consiglio regionale.

Ci poniamo fuori dal perimetro di maggioranza, ma lavoriamo sul protocollo e il patto di legalità.
In realtà sembra più un pretesto quello di Giuseppe Conte che non vedeva l'ora di liberarsi dal e del PD e che quindi ha colto la palla al balzo per rompere l'alleanza.

Ad essere maligni il ritorno all'onestà del M5S puzza di bruciato e non convince più di tanto.

La vera motivazione sembrerebbe piuttosto dettata dal fatto che il leader dei 5 stelle non riesce proprio a togliersi dalla testa di essere stato presidente del Consiglio, carica per la quale sembrerebbe nutrire una irrefrenabile nostalgia, e cerca di logorare ai fianchi il PD sottraendogli quei voti che gli servirebbero per il soprasso, a partire da quello alle prossime elezioni europee.