Ecco come Di Maio difende l'indagato Salvini

Ecco come Di Maio difende l'indagato Salvini

Deve aver lavorato tutta la comunicazione del Movimento 5 Stelle per "confezionare" una risposta che fosse credibile alle inevitabili polemiche che avrebbero seguito - anche se ancora sul nascere - la notizia del ministro dell'Interno Salvini indagato dalla Procura di Agrigento.

Con un video su Facebook, Di Maio ci fa sapere che "in questi giorni non è mancata la compattezza del Governo. Devo ringraziare il ministro degli Esteri Moavero e il premier Conte perché abbiamo fatto un gioco di squadra che sarà molto importante per le altre emergenze. Siamo stati compatti sulla linea da tenere, anche perché bisognava contrattare con altri Paesi. Il Governo è stato ed è compatto sulle decisioni prese."

Inoltre, a chi gli fa notare che lui aveva chiesto le dimissioni di Angelino Alfano perché indagato per abuso di ufficio, Di Maio risponde: "Ma mica c’era bisogno di un’indagine per chiedere le dimissioni di Alfano!

Andavano chieste comunque, si doveva dimettere in quanto tale, Alfano ne aveva fatte già abbastanza. Ora è un privato cittadino e non voglio infierire su di lui ma all’epoca ogni motivazione era buona per chiedere le dimissioni di Alfano."


"Il ministro Salvini è indagato e credo che sia un atto dovuto – spiega Di Maio – in quanto ministro dell’Interno, in quanto titolare delle decisioni in quella materia.

Come ci si comporta in questi casi? C’è il codice etico dei ministri nel nostro contratto e secondo il codice etico dei ministri e del Movimento 5 Stelle, il ministro deve continuare a fare il ministro.

È nostro dovere attuare il programma elettorale ma è anche diritto-dovere della magistratura portare avanti i procedimenti giudiziari. Quindi, pieno rispetto per la magistratura e non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica.

Noi ci assumiamo le nostre responsabilità come governo coscienti del fatto che abbiamo fatto l’interesse nazionale e ci difenderemo per le decisioni che abbiamo preso, ma non per questo adesso dobbiamo cominciare ad attaccare i pm che portano avanti il loro lavoro.

Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un’inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vanno rispettate."

Ma forse queste ultime considerazioni dovrebbe ricordarle anche al ministro dell'Interno del suo Governo, che viaggia invece su un binario diverso.


Come l'opposizione commenta la dichiarazione di Di Maio? Ecco qua il "post" di Matteo Renzi che i contrasti con i 5 Stelle li ha trasformati in un fatto personale in cui l'ex premier afferma: "Noi siamo garantisti e non chiediamo le dimissioni del Ministro dell'interno "in 5 minuti". Ma diciamo a voce alta che la #DoppiaMorale di Di Maio è una vergogna civile. Manganellare gli avversari via web quando fa comodo è barbarie. E siccome la ruota gira alla fine è anche un autogol."

Categoria Politica
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