Il Consiglio Europeo dice sì all'accordo sulla Brexit, ma in Gran Bretagna nulla è deciso

Il Consiglio Europeo dice sì all'accordo sulla Brexit, ma in Gran Bretagna nulla è deciso

Questa domenica il Consiglio Europeo si è riunito a Bruxelles dove i capi di Stato e di governo dell'Unione hanno dato il via libera all'accordo sulla Brexit, siglando il trattato che dovrebbe regolare i futuri rapporti tra Ue e Regno Unito che, secondo quanto ha dichiarato il presidente Donald Tusk, consentirà di instaurare con Londra una relazione che è stata definita la più stretta possibile.

La Gran Bretagna uscirà dall'Unione Europea il prossimo 29 marzo, quasi tre anni dopo il referendum in cui la maggioranza dei britannici ha preso questa decisione.

Adesso, però, saranno i 650 parlamentari del Regno Unito ad esprimersi se quanto ottenuto dalla May sia o meno soddisfacente per gli interessi dello Stato. E riguardo a questo c'è ancora molta incertezza.

La maggioranza di Governo è a rischio con il no all'accordo già annunciato dai 10 parlamentari Unionisti nord irlandesi. Molti sostenitori della Brexit hanno espresso pubblicamente il loro disappunto su quanto ottenuto dalla premier britannica perché la Gran Bretagna, accettando l'accordo, diverrebbe poco più che uno Stato vassallo di Bruxelles.

Più o meno un giudizio analogo è stato espresso dai sostenitori della permanenza britannica nell'Ue che hanno definito il trattato il peggiore possibile, perché in futuro il Paese non avrebbe autonomia sulle proprie decisioni.

Ma tra coloro che sono sia pro che contro la Brexit e critici su quanto ottenuto dalla May ci si domanda anche se un'uscita della Gran Bretagna dall'Ue senza alcun trattato non finirebbe poi per essere una soluzione ben peggiore di quella attuale.

Pertanto, nessuno finora può scommettere sull'esito del voto in Parlamento che, nel caso fosse contrario, avrebbe anche conseguenze politiche immediate, con le dimissioni della May, un probabile ritorno alle urne ei laburisti di Corbyn che avrebbero, a quel punto, buone possibilità per imporsi... forse rimettendo in discussione anche la stessa uscita della Gran Bretagna dall'Unione.

L'ipotesi di un secondo referendum è stata scartata da Theresa May nella sua conferenza stampa odierna a Bruxelles, tenuta dopo la formalizzazione dell'accordo.

La premier, inoltre, ha deciso di appellarsi direttamente ai cittadini britannici, affinché facciano pressioni sui loro parlamentari, e ha inviato una lettera alla Nazione in cui dichiara che l'attuale intesa permetterà al Regno Unito un "futuro più luminoso", con il Paese che vivrà "un momento di rinnovamento e riconciliazione, l'inizio di un nuovo capitolo..."

Per questo, la May ha chiesto ai britannici di sostenere l'accordo che, una volta siglato, consentirà al Governo di concentrarsi sulle questioni interne: economia, sistema sanitario nazionale, costruzione di nuove abitazioni...

Categoria Esteri
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