Contrordine: adesso Di Maio e Salvini pensano di poter governare insieme, ma prima devono avere l'ok da Berlusconi

Contrordine: adesso Di Maio e Salvini pensano di poter governare insieme, ma prima devono avere l'ok da Berlusconi

Che fa Berlusconi? Riflette, anche se «nessuno può chiedere al presidente Berlusconi un passo indietro, per la storia che rappresenta e per il consenso di milioni di Italiani che porta con sé.

Dal canto suo il presidente ha dimostrato in moltissime circostanze di anteporre l'interesse del Paese ad ogni calcolo personale e, ovviamente, si comporterà così anche in questa difficile circostanza».

Lo ha detto Sestino Giacomoni, sconosciuto ai più ma in realtà uno molto influente in quel di Arcore, uno dei più stretti consiglieri di Berlusconi, tanto da essersi occupato, insieme a Ghedini e Tajani, di vagliare le candidature di Forza Italia per le ultime politiche.

Berlusconi riflette se farsi o meno da parte e consentire a Lega e 5 Stelle di formare un governo politico.

In una nota di mercoledì, l'Ufficio stampa del Quirinale ha infatti reso noto che "il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno informato la Presidenza della Repubblica che è in corso un confronto per pervenire ad un possibile accordo di governo e che per sviluppare questo confronto hanno bisogno di 24 ore."

Le 24 ore serviranno, più che a Salvini e Di Maio per trovare un accordo, soprattutto a Berlusconi per valutare tutte le possibilità e decidere se gli convenga o meno che Forza Italia dia il placet perché la Lega formi un governo con i 5 Stelle.

Nel frattempo, alla Camera, il segretario leghista e il capo politico dei 5 Stelle si sono incontrati, anche se non è trapelato, al momento, ciò che si siano detti.

Per Berlusconi si tratta di valutare la convenienza di fare un passo indietro. Dare il via libera a Salvini senza avere un controllo diretto sui provvedimenti del prossimo governo, dal punto di vista delle sue aziende, è un pericolo... anche se Forza Italia potrebbe chiedere e ottenere delle rassicurazioni in merito, prima di dare il via libera.

Il prossimo governo potrebbe, infatti, occuparsi solo di licenziare pochi provvedimenti per arrivare a fine anno per poi andare al voto ad inizio 2019. È l'ipotesi che potrebbe essere accettata da Berlusconi, che avrebbe così le garanzie sulla salvaguardia dei propri interessi personali.

Nel caso di un governo che copra tutta la legislatura, per l'ex cavaliere si aprirebbero invece scenari forse indigesti e indesiderati... oltretutto paradossali, poiché potrebbe rischiare di mandare in fumo il "lavoro politico" di un quarto di secolo, con il venir meno per Finivest e le sue controllate di una qualsiasi certezza di un sostegno... a Roma.

Non resta che attendere fino a domani per sapere che cosa deciderà Berlusconi, in modo che Salvini e Di Maio possano poi sapere di avere o meno l'ok per dar vita ad un governo politico e quale dovrà esserne la durata.

Questa è la fotografia dell'Italia nel 2018.

Categoria Politica
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