L'estrema destra all'opposizione tra livore, asilo nido e menzogne

L'estrema destra all'opposizione tra livore, asilo nido e menzogne

Teresa Bellanova è il nuovo ministro dell'Agricoltura, un passato da sindacalista e unica colpa, se così la possiamo definire, quella di essere renziana.

Al giuramento al Quirinale, la Bellanova era insaccata in un improbabile abito blu elettrico... non le stava per nulla bene... pazienza.

Ma il livore della destra per la risoluzione della crisi di Governo che non è finita con un nuovo voto causando così , in futuro, l'impossibilità di poter liberamente marciare in orbace e camicia nera per ricordare gli anniversari del ventennio, ha sopraffatto alcuni protagonisti dell'ex cambiamento di estrema destra che, pur di criticare il nuovo governo ed i suoi ministri, adesso si sono messi anche il grembiulino per meglio entrare nella parte dei bambini dell'asilo Mariuccia... come dimostra la presa in giro di cui è stata involontaria protagonista la Bellanova.


"Chi insulta Teresa Bellanova per il suo abito, per il suo fisico, per la sua storia di bracciante agricola divenuta sindacalista e poi ministro non è degno di una polemica pubblica: è semplicemente un poveretto. Gente che polemizza così va solo compatita, nemmeno criticata. Voglio però fare un augurio a chi ironizza sulle caratteristiche fisiche (quasi sempre sulle donne, chissà perché): vi auguro di poter provare almeno una volta le emozioni di bellezza e stupore che le persone vivono quando ascoltano Teresa, la sua passione, la sua storia. Basti pensare ai suoi discorsi alla Leopolda: nessuno infiamma la platea come lei. Perché è triste la vita di chi passa il tempo a odiare gli altri sui social. Per voi sarebbe più utile imparare ad amare nella vita reale. E ad amarvi.Se poi qualcuno pensa che Teresa possa farsi fermare da qualche insulto, beh, è un problema vostro. Non la conoscete. Non ci conoscete".

Questa è stata la risposta del capo corrente Matteo Renzi a Daniele Capezzone, un personaggio che è persino grottesco tanto è ridicolo e poco credibile. Nella sua ossessiva corsa ad uno stipendio assicurato, da Pannelliano Capezzone è diventato militante di sinistra e da lì forzista e adesso supporter salviniano dalle pagine della supposta Verità secondo Belpietro!


E nell'asilo Mariuccia trova ricovero anche l'ex per eccellenza, il nuovo senatore semplice Matteo Salvini che, invece di farsi trovare al ministero dell'Interno per il passaggio di consegne al nuovo inquilino, l'ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese, ha preferito "distrarsi" dallo smacco ricevuto tra funghi, comizi e propaganda, a dimostrazione di quanto sia reale e provato il suo interesse per gli italiani!


Ma la rabbia per il nuovo esecutivo è bipartisan. E così oltre alle delusioni per le mancate riconferme, come dimostrano le amare parole di ex ministri del "livello" di Trenta e Toninelli, in casa 5 Stelle è da notare però con maggior interesse la delusione delle seconde linee, perché insieme all'ira riescono anche a svelare alcuni piccoli segreti che dimostrano quanto fossero pretestuose certe affermazioni e certe polemiche.

A riprova di ciò, la "confessione" di Debora Billi, una delle responsabili della comunicazione del Movimento 5 Stelle (5 anni al gruppo comunicazione della Camera). In un suo post su Facebook, in cui annuncia un addio al movimento in seguito alla nascita del nuovo governo e all'accordo con il Pd, la Billi motivando la sua scelta indica come una grande soddisfazione personale la creazione della campagna anti Ong di Luigi Di Maio:

«La campagna di Luigi sui "taxi del mare" è stata un’idea mia, e ha aperto gli occhi al Paese sui trafficanti di uomini. È questo ciò che fa un giornalista, specialmente se "al servizio" di un partito che è (era) nato per aprire gli occhi ai cittadini».

Un personaggio del genere ha dichiarato di aver promosso una menzogna per "aprire gli occhi", cioè far credere, agli italiani una cosa che non era e non è vera. E ne va pure orgogliosa!


In fin dei conti, questi piccoli esempi dimostrano che la qualità delle persone che voleva "comandare" l'Italia non era poi un granché e che non ne possiamo certo sentire la mancanza. Non sono andati via. Alcuni siedono ancora su poltrone che danno loro un certo potere. La speranza è che adesso possano almeno limitarsi o essere limitate nella loro follia e nella loro incompetenza.

Categoria Politica
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