Per la Iaaf Alex Schwazer è di nuovo positivo al doping: steroidi anabolizzanti

Per la Iaaf Alex Schwazer è di nuovo positivo al doping: steroidi anabolizzanti

Alex Schwazer è di nuovo accusato di aver fatto uso di doping. Che cosa è accaduto? Il 1 gennaio, durante le vacanze di Capodanno  a Vipiteno gli viene prelevato un campione di sangue e urina. Successivamente viene sottoposto ad altre analisi. Tutti i risultati danno esito negativo. L'8 maggio Schwazer gareggia a Roma in una competizione ufficiale, vince ed ottiene un tempo utile per la qualificazione alle Olimpiadi di Rio.

La Iaaf, allora, quattro giorni dopo decide, e non è chiaro il motivo, di ripetere le analisi sui campioni prelevati quattro  mesi prima. Stavolta, negli stessi campioni trovati negativi a gennaio trova una quantità abnorme di steroidi anabolizzanti. Per "sicurezza" effettua ulteriori analisi e alla fine comunica  nella giornata di ieri, sia al diretto interessato che alla federazione italiana di atletica leggera, il risultato di positività. 

Tre giorni fa, dal suo blog, Schwazer ringraziava le persone che in questi ultimi mesi gli avevano recapitato messaggi di ogni genere, di critica ma anche di incoraggiamento e sostegno.

La notizia arrivata ieri è stata presa con stupore dallo stesso atleta e dal suo staff che parleranno ufficialmente nel tardo pomeriggio in una conferenza stampa convocata alle 18 a Bolzano, all'hotel Laurin. Saranno presenti, oltre allo stesso Schwazer, l'allenatore Sandro Donati, l'avvocato Gerhard Brandstaetter e la manager Giulia Mancini.

Per ora, l'unico ad aver rilasciato dichiarazioni dallo staff di Schwazer è stato il suo avvocato Gerhard Brandstätter, che ha detto: «Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa.»

Nessun comunicato ufficiale da parte delle Fidal, a parte un breve commento di stupore e incredulità del suo presidente Alfio Giomi, impegnato al Quirinale nella cerimonia della consegna del Tricolore al portabandiera di Rio 2016.

Silenzio, per ora, anche da parte di Sandro Donati, allenatore di Schwazer, che della lotta al doping è sempre stato uno dei più accaniti e convinti sostenitori. Il suo impegno con Schwazer doveva essere la dimostrazione che tutti possono sbagliare, ma che dagli errori si può trarre insegnamento e ci si può riprendere, specialmente se si è campioni veri.

A questo punto non resta che attendere gli ulteriori sviluppi e sperare che quanto accaduto possa non essere vero.

Manolo Serafini
nella categoria Sport
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