La capigruppo al Senato, il primo ostacolo per le elezioni politiche chieste da Salvini

La capigruppo al Senato, il primo ostacolo per le elezioni politiche chieste da Salvini

La conferenza dei capigruppo, convocata per lunedì dal presidente del Senato, Elisabetta Casellati, inizierà alle 16. Oltre alla Casellati e ad un rappresentante del Governo, saranno presenti i capigruppo dei 7 gruppi che raccolgono i senatori nell'attuale legislatura.

Si riuniscono per stabilire quando discutere in Aula la mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del premier Conte. I 5 Stelle hanno anticipato di voler posticipare tale discussione dopo l'approvazione della legge di modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

Lega e FdI vogliono invece calendarizzare subito la mozione per stringere i tempi e ritornare subito al voto... al di là poi di quelle che saranno le decisioni del capo dello Stato.

In base al regolamento del Senato (art. 55, capoverso 3), "il calendario, se adottato all'unanimità, ha carattere definitivo e viene comunicato all'Assemblea. In caso contrario, possono essere avanzate proposte di modifica da parte di un Senatore per Gruppo. Sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo è pubblicato e distribuito".

Pertanto, considerando anche quanto sopra riportato, non appare per nulla scontata la possibilità per la Lega di chiamare a Roma i senatori per votare la sfiducia a Conte già prima di ferragosto.

Ma, visto che anche un solo voto conta, Salvini non ha voluto lasciare nulla di intentato per accelerare il processo per nuove elezioni. Così, ha rilasciato un'intervista a il Giornale in cui apre, sebbene in modo non così chiaro, ad una alleanza tra le forze del centrodestra.

"Nelle prossime ore - ha detto Salvini - vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole. Parleremo sia di elezioni regionali che di quelle politiche. ... Proporrò loro un patto: l'Italia del sì contro l'Italia del no".

Però, se questo volesse significare una lista unica di centrodestra sulla scheda, Salvini ha risposto così: "Le vecchie classificazioni non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra. ... Oltre, c'è Forza Italia, c'è Fratelli d'Italia e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori. ... Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere, ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista".

C'è però una condizione all'inclusione, che non prevede "chi è disponibile ad andare anche con Renzi, non chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori".

Non rimane, pertanto, che attendere l'esito della capigruppo, per conoscere la data in cui sarà chiesta la sfiducia a Conte. Ma una volta che la crisi sarà ufficializzata formalmente, rimane per la Lega l'ostacolo Mattarella. Possibile che il presidente della Repubblica sciolga le Camere permettendo che l'Italia manchi la doppia verifica dell'Ue (di ottobre e novembre) sulla legge di bilancio? Senza contare che una volta insediate le Camere, ci sono i tempi tecnici per le consultazioni e la formazione di un nuovo Governo. Tempi che potrebbero dilatarsi se non ci fosse fin da subito una maggioranza certa.

La partita sul voto, per i motivi sopra elencati, non si chiuderà certo oggi.

Categoria Politica
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