Com'è andato il capodanno a Roma? Un esempio tra cronaca, propaganda e post verità

Com'è andato il capodanno a Roma? Un esempio tra cronaca, propaganda e post verità

Con un post pubblicato sul proprio account facebook e subito dopo sul blog di Grillo, il sindaco di Roma Virginia Raggi esprime la propria soddisfazione per quanto Roma ha offerto ai propri cittadini e ai propri visitatori in occasione della notte di San Silvestro e del primo dell'anno.

«I ponti illumminati sul Tevere; le vie del centro piene di giovani, anziani, famiglie; i musicisti e le orchestre a Castel Sant'Angelo e nelle piazze; oltre 500 artisti e saltimbanchi lungo le sponde del fiume; lo spettacolo di luci al Circo Massimo per salutare il 2016; i Fori Imperiali aperti integralmente.

È questa la "Festa di Roma", una festa unica al mondo alla quale tutti hanno potuto partecipare in un clima di allegria contagiosa per 24 ore, dalla notte del 31 dicembre alla sera del 1 gennaio. [...]

Parlano le vostre foto, i vostri video, i messaggi che vi state scambiando: 40mila persone al Circo Massimo, 42mila tra Fori “unificati” e musei civici, oltre 200mila sul lungotevere e i ponti di Roma. È una rivoluzione culturale e sociale: i cittadini tornano protagonisti.»

Insomma, quello che Virginia Raggi descrive è il racconto di un successo. Ecco, in tempi di post verità, l'articolo pubblicato sul sito di Repubblica che parla della festa organizzata da Roma per l'ultimo dell'anno.

«E comunque Roma è bellissima, dicono sciamando dal Circo Massimo, scendendo verso piazza Venezia, allungandosi sui Fori Imperiali, più vuoti che in una domenica pomeriggio di febbraio. Vengono quasi tutti da altre città, i ragazzi e le ragazze che hanno assistito allo spettacolo. Molti romani sono rimasti a casa, aderendo alla campagna di dissuasione subliminale messa in atto dal Comune. Che, dall'albero di Natale più scrauso del mondo all'asinina impuntatura del "non ci sono soldi" ripetuta come un mantra, ha tentato in tutti i modi di snobbare il Capodanno, trattandolo come un'Olimpiade qualsiasi. Ignorandolo, fin quando a pochi giorni dall'evento - e dopo il fallimento di un concerto a costo zero che gli sponsor hanno mollato, forse spaventati dalla gestione fallimentare che si intravedeva all'orizzonte - si è espresso con un eloquente "fate voi", indicando i palchi che, nonostante tutto, erano stati montati. [...]

È stato il Capodanno più breve della storia. A mezzanotte e mezzo già ci allontanavamo in fretta, come se anziché festeggiare avessimo fatto il nostro dovere, rendendo omaggio al dio della fine e dell'inizio nella speranza di placare la sua furia per l'anno venturo, e poi via. C'è pochissima euforia, appena appena di allegria, ma soprattutto un'immensa e mestissima resa all'evidenza del poco. Anzi: pochissimo.»

Nell'articolo, a firma di Elena Stancanelli, si racconta la storia di un disastro.

Ecco così un piccolo esempio di post verità. Chi a Roma non era presente per il fine anno, che cosa deve pensare? Al Circo Massimo erano presenti circa 40000 persone, a Milano 25000. E sempre sull'argomento post verità, viene da chiedersi perché tanta attenzione a come sia stata organizzata una festa a Roma e non sia stata data la stessa attenzione a Milano. La tentazione di pensare che l'articolo di Repubblica sia quello di dimostrare che comunque quanto organizzato dal Comune di Roma facesse ribrezzo è forte.

Essendo Repubblica uno dei due principali quotidiani nazionali dobbiamo prestargli fede o classificare il contenuto dell'articolo come mera propaganda politica? E lo stesso vale per il post di Virginia Raggi che appartiene ad un partito che è uno dei due principali partiti in Italia. Dobbiamo prendere il suo post come esempio di propaganda politica oppure ci ha raccontato la verità?

Oppure, come spesso accade e finora è sempre accaduto, dobbiamo credere che la verità stia in mezzo, stiracchiata tra elogi e reticenze di entrambi gli articoli?

E dopo questo che può esser definito come un esempio di scuola, in base a quanto dichiarato dal presidente dell'Antitrust, qualcuno dovrebbe intervenire per dirimere la questione? E chi dovrebbe essere e con quali strumenti? E soprattuto, come potrebbe riuscire ad esprimere un parere credibile nei confronti di una posizione o dell'altra? Potrebbe farlo solo dopo aver intervistato tutti quelli che erano presenti a Roma a fine anno!

E non bisogna neppure dimenticare che di post verità di questo tipo, i media ne offrono, giornalmente, a bizzeffe!

Se mai si dovesse mettere in piedi una struttura che si debba esprimere su questioni di "tale portata" è probabile che possa dare lavoro a decine se non a centinaia di migliaia di persone. L'unico problema è capire a che cosa serva e a che cosa possa essere utile, quando, alla fine del gioco, chi leggerà il post di Virginia Raggi o l'articolo di Elena Stancanelli rimarrà comunque, in base alle proprie convinzioni, esattamente della propria opinione ritenendo falso o esagerato l'uno o l'altro articolo.

Marco Cantone
nella categoria Cronaca
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