MotoGp, in Argentina scoppia di nuovo la guerra tra Rossi e Marquez

MotoGp, in Argentina scoppia di nuovo la guerra tra Rossi e Marquez

Tutto iniziò in Argentina, sempre sulla pista di Termas, quando nel 2015 Marquez tentò un sorpasso su Rossi nelle fasi finali della corsa. Valentino riuscì a mantenere la propria traiettoria, e per questo la ruota anteriore della Honda numero 93 finì per scontrarsi con il posteriore della Yamaha M1. Il pilota spagnolo finì per terra, mentre l'italiano tagliò per primo il traguardo.

Come si dice abitualmente, Marquez se la lega al dito, non pensando minimamente di aver commesso un errore, bensì di essere vittima di una scorrettezza. Inizia così una stagione in cui i due piloti non esitano a fare a "sportellate" alla prima occasione.

Ad Assen si ripete una situazione analoga ed è ancora Rossi a trarne vantaggio, anche se è costretto a tagliare una parte di pista per non cadere. Il pesarese vince la gara e i giudici non lo sanzionano. Per Marquez è troppo. Iniziano così scambi di accuse e dichiarazioni di fuoco.

Rossi è in lotta con il compagno di team Jorge Lorenzo per vincere il decimo titolo mondiale. Ma a questo punto non deve più guardarsi solo dal compagno di squadra, ma anche dal pilota della Honda che farà di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote per non fargli vincere il titolo.

Il culmine della lite si ha sul circuito di Sepang con Rossi che, in gara, dà un calcio alla Honda di Marquez. Rossi sarà penalizzato e perderà il campionato, vinto poi da Lorenzo.

Negli anni successivi, c'è stato tra i due piloti un certo riavvicinamento... fino a domenica, ed ancora una volta in Argentina.

Una gara strana fin dall'inizio, quella del secondo appuntamento della MotoGP. Tutti i piloti montano i pneumatici da pioggia ad esclusione di Miller, che nelle qualifiche era stato il migliore per aver girato con i pneumatici da asciutto quando la pista, bagnata, si stava asciugando. Prima del via, in griglia c'è il solo Miller, gli altri piloti sono fermi ai box perché hanno deciso di voler cambiare i pneumatici e montare anche loro quelli da asciutto.

La direzione gara decide di accontentarli, facendo però partire Miller con un vantaggio di alcune decine di metri sul resto dei piloti. Quando Marquez è in griglia, prima del via, la sua moto si spegne. Andando contro il regolamento la spinge per riaccenderla e, dopo averlo fatto, inverte la marcia e si rimette in posizione per la partenza. L'irregolarità viene sanzionata con un passaggio ai box nel giro successivo.

Marquez, in tal modo, all'inizio del secondo giro è ultimo. A quel punto comincia ad inanellare giri record e a risalire nelle posizioni. Ma chi non si scansa è perduto! Uno dei primi ad essere speronati è stato Espargaro, la cui moto viene spinta all'esterno da un sorpasso in curva in stile kamikaze.

La direzione gara impone a Marquez di ridare la posizione al pilota francese. Questo avviene, ma i l comportamento dello spagnolo rimane lo stesso per tutta la gara. Poco prima della fine, si trova a dover superare Rossi per la sesta posizione. Alla prima curva, con la ruota davanti della sua Honda, Marquez punta gamba dell'avversario e telaio della M1, facendosi largo all'interno. Si appoggia alla moto di Rossi, allarga la traiettoria e manda nell'erba il pilota italiano, che finisce per terra. La corsa è agli sgoccioli e Rossi non può recuperare, piazzandosi nelle ultime posizioni.

A fine gara Marquez cerca di scusarsi, ma non viene neppure fatto entrare nel box Yamaha. Rossi rilascia dichiarazioni di fuoco, dicendo di non sentirsi tutelato quando Marquez è in pista, a causa del suo modo di guidare, volutamente irresponsabile, tanto da mettere a rischio l'incolumità dei suoi avversari.

Marquez replica alle parole di Rossi dicendo che quanto accaduto è frutto di un'incomprensione e che la sua entrata su Rossi era dovuta ad un problema di pista bagnata, a causa della quale è "andato largo", non riuscendo a frenare: «Non sono entrato con l’intenzione di fare un danno, ho commesso un errore su una parte bagnata e sono andata largo. In tutta la mia carriera non ho mai provato a far cadere nessuno». Una spiegazione alquanto improbabile, visto che Marquez ha ripetuto lo stesso "scherzetto" più volte nella stessa gara!

L'incidente è stato messo sotto inchiesta e la "Race Direction" dovrà prendere una decisione al riguardo. Tra due settimane si corre ad Austin. Marquez sarà in pista?

Manolo Serafini
Categoria Sport
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