Scopri tanti modi per annodare la tua cravatta - cravatteitaliane.com

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NODI DI CRAVATTA TRADIZIONALI: QUELLO  SEMPLICE , QUELLO  DOPPIO SEMPLICE  E IL WINDSOR . SUGGERIMENTI PER FARE UN PERFETTO NODO ALLA CRAVATTA.

 

Il nodo rappresenta l’unione, il matrimonio, la fertilità, quindi, la vita.

Ogni uomo che quotidianamente si annoda al collo una cravatta di rado è consapevole della portata simbolica, magica e mitologica di questo atto apparentemente insignificante.

Fare il nodo alla cravatta, infatti, è un gesto la cui origine si perde nella notte dei tempi e che da sempre è considerato ricco di implicazioni simboliche.

Bellissime ed elevate considerazioni che però non possono essere di alcun aiuto agli uomini che, ogni mattina, devono litigare con il nodo della cravatta, e men che meno a quanti sono stati costretti alla rinuncia definitiva dell’accessorio, sconfitti da perfidi nodi malriusciti…

Senza dubbio queste persone non conoscono le poche regole di base che permettono di fare il nodo a una cravatta con la stessa disinvoltura con cui ci si allacciano le scarpe!

Non molto tempo fa vi ho parlato di come realizzare nodi alternativi a quelli classici che più frequentemente gli uomini fanno alla loro cravatta.

Leggi anche: Nodi di cravatta alternativi

Stavolta voglio dirvi qualche curiosità e dei suggerimenti sui nodi tradizionali, sempre attuali e relativamente più rapidi da fare: il nodo semplice, il nodo doppio semplice e l’intramontabile nodo Windsor.

Con piccoli accorgimenti e pochi minuti di allenamento quotidiano, realizzare dei nodi di cravatta impeccabili diventerà un gioco da ragazzi. Vediamo come!

NODO SEMPLICE

Ispirato ad un nodo marinaro, detto mezzo collo, il nodo semplice è facile da realizzare, è solido e agevole da disfare.

Innanzitutto occorre sistemare la cravatta in modo che l’estremità del lembo più stretto giunga appena sopra la cintura e quella del lembo più largo la oltrepassi di una trentina di centimetri.

Per chi usa la destra, il lembo più largo deve trovarsi a destra, per i mancini a sinistra (questo vale per tutti i nodi di cravatta).

Questo nodo, come d’altronde tutti gli altri, non può considerarsi riuscito se le sue dimensioni non si inscrivono armoniosamente entro l’angolo formato dal colletto.

È preferibile non modellare un nodo troppo rigorosamente triangolare: una lieve asimmetria gli conferirà un tocco di poesia.

Sarà necessario ricominciare daccapo se l’estremità del lembo più largo non cadrà in corrispondenza della cintura o se il lembo più stretto risulterà più lungo dell’altro.

Quando la stoffa della cravatta lo permette, si otterrà un bell’effetto formando sul lembo più largo, proprio sotto il nodo, una piccola piega, quasi un accenno di drappeggio; questa fossetta è chiamata cucchiaino.

Occorre infine far scorrere il lembo più stretto entro l’etichetta o il passante cuciti sul rovescio del lembo più largo.

Leggi anche: Anatomia della cravatta

Guardate questo video che mostra in maniera molto chiara come fare il nodo semplice alla vostra cravatta!

NODO DOPPIO SEMPLICE

Come dice il suo nome, il nodo doppio semplice deriva dal nodo semplice, dal quale si distingue per un secondo passaggio del lembo.

Questo secondo passaggio può giovare agli uomini piccoli, perché permette di adattare più facilmente la cravatta alla loro taglia.

È quindi un nodo consigliabile per le cravatte strette, sottili e morbide.

Il nodo doppio semplice, chiamato anche Prince Albert, è un ottimo esempio di nodo originale ma al tempo stesso mai stravagante o ridicolo: tutt’altro.

Per farlo si procede sistemando il lembo più largo in modo che scenda di circa quaranta centimetri rispetto all’altro.

Nell’avvolgerlo intorno a quest’ultimo, occorre fare attenzione a non stringerlo troppo per non ostacolare l’ultimo passaggio, eventualmente tenendo sul nodo una o due dita dopo il primo passaggio.

NODO WINDSOR

Contrariamente all’opinione comune, il nodo Windsor non è stato inventato dall’omonimo Duca di Windsor.

È vero però che l’ex sovrano Edoardo VIII ne lanciò la moda negli anni Trenta del Novecento, ed è con lui che conobbe un notevole successo.

In Italia, dove all’epoca era bandita ogni esterofilia, venne definito nodo scappino.

Non adottate più il nodo Windsor, sono stato troppo male imitato”, consigliò circa vent’anni più tardi, sulla spiaggia dell’Excelsior al Lido di Venezia il duca di Windsor.

Saggio consiglio, se si pensa che il nodo Windsor si è screditato perché portato per pura imitazione, per seguire la moda, per essere di tendenza.

Ecco, vi ho avvisati!

Ma se, nonostante tutto, dovete assolutamente colmare l’angolo di un colletto a punte molto scostate con una cravatta di stoffa sottile, il nodo Windsor porrà esservi d’aiuto in quanto la sua caratteristica essenziale è proprio il suo considerevole volume.

Per la perfetta riuscita di questo nodo, il lembo più largo deve oltrepassare l’altro di circa quaranta centimetri.

Il nodo mezzo Windsor presenta un volume intermedio tra il nodo Windsor e il nodo semplice;  anch’esso ha il vantaggio di conferire una certa importanza alle cravatte particolarmente sottili.

Ecco come si fa il nodo mezzo Windsor

Ora non ti resta che iniziare i tuoi esercizi di stile…

Cosa ci fai ancora al PC?!? Corri allo specchio!

Altre informazioni da un'ulteriore fonte
Maurizio Nardiello
nella categoria Cultura e Spettacolo
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