La Camera dice sì all'abrogazione dei voucher e alla modifica delle norme sulla responsabilità negli appalti. Adesso tocca al Senato

La Camera dice sì all'abrogazione dei voucher e alla modifica delle norme sulla responsabilità negli appalti. Adesso tocca al Senato

«Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo. Abolire i voucher è un fatto di democrazia. La politica si preoccupi di contrastare il lavoro nero.»

Con queste parole, il segretario della Cgil Susanna Camusso - presente al presidio in piazza Montecitorio - ha commentato il voto favorevole di mercoledì 6 aprile, con il quale la Camera ha approvato il decreto legge recante "disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti".

Il decreto è stato approvato con 232 sì, 52 no e 68 astenuti. Per diventare legge, e scongiurare così i due referendum chiesti dalla CGIL, il decreto dovrà ora ottenere anche l'approvazione del Senato.

Dopo l'approvazione, anche la Cgil ha voluto rilasciare una nota di commento: «Con il voto di oggi alla Camera facciamo un primo decisivo passo per cambiare, per cambiare davvero il lavoro e il Paese.

Ora ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato, così che si possano finalmente archiviare strumenti sbagliati che hanno creato solo precarietà, favorito il lavoro nero e sottopagato, discriminato i lavoratori.

#Finoallalegge, passo dopo passo terremo alta l'attenzione per costruire tutta un'altra Italia.»

Identica soddisfazione per il segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini che, durante l'apertura a Roma dell'Assemblea nazionale dei delegati della categoria, dopo il successo ottenuto, ha invitato ad intensificare la battaglia per «rimettere al centro il lavoro e una nuova cultura del lavoro, e con essi i valori della partecipazione, della democrazia e della solidarietà» rinnovando l’invito ad intensificare la battaglia «per l’affermazione della Carta dei diritti, che riconquisti il ripristino dell’articolo 18 e garantisca diritti comuni a tutti i lavoratori.»

Giuseppe Ballerini
nella categoria Economia
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