Non solo a causa dell'uranio impoverito, i militari italiani si ammalano e muoiono anche a causa delle troppe vaccinazioni. La storia dell'Alpino Francesco Rinaldelli e la battaglia di suo padre per avere giustizia, sono una testimonianza del dramma che vivono molti militari. Nessuno ne parla, anche se sono in molti a combattere una battaglia gia' persa in partenza, contro linfomi e tumori. Combattono per una vita che dopo quelle vaccinazioni non e' stata piu' la stessa.

Francesco aveva 26 anni era caporalmaggiore degli Alpini, la sua vita era una vita normale, dedicata al lavoro che svolgeva con passione, fino al giorno in cui e' stato sottoposto a vaccinazioni senza controllo e poi inviato a prestare servizio al Petrolchimico di Marghera, dove c'era anche un forte inquinamento da diossina. Francesco muore a 26 anni nel 2008 per un linfoma di Hodgkin.

Da allora suo padre ha sempre  lottato per avere giustizia e verità  per suo figlio, ma anche per cercare di salvare i militari a maliziosi gravemente dopo le vaccinazioni. Contro  prove e documenti,  si e' rivolto alla Procura di Roma che ha aperto un'inchiesta. In un'intervista al "Messaggero", il padre parla del fatto che all'epoca,  non  venisse  effettuato nessun controllo  prima della somministrazione  dei vaccini, e di come inoltre, "nessuno viene realmente informato  delle controindicazioni legate ai vaccini ed abbiamo le prove che non vengano rispettati i protocolli indicati dalle case farmaceutiche.  I militari sono bombardati  con molti vaccini fatti a pochissimi giorni di distanza. Mio figliola stato da poco sottoposto ad una lunga serie di vaccini.  

In seguito, con una serie di analisi, abbiamo scoperto che i livelli di mercurio e di alluminio nel suo sangue erano elevatissimi. Il suo sistema immunitario era fuori gioco, completamente impazzito ,non in grado di reagire alle aggressioni esterne". Il padre di Francesco ha sempre lottato con tenacia e coraggio,  alla fine la sua battaglia l'ha vinta, perché nel 2014 il TAR di Trieste gli ha dato ragione.  Eppure il padre dell'Alpino,continua a lottare per fare in modo che venga emanata  una legge o un decreto che consenta ai militari di venire riconosciuti come vittime di malattie contratte dopo una errata pratica di somministrazione di vaccini.

Una lotta davvero ardua la sua, dato che, come riportato  da alcune fonti, il Ministero della Difesa per ben tre volte ha respinto la richiesta del padre di sapere la verità  sulla morte del figlio,  nonostante  lui avesse allegato tutti i documenti, le perizie e le analisi. Un giudice ha respinto i tre no del Ministero della Difesa e ha chiesto un riesame riguardante la somministrazione di vaccini senza prima effettuare accurate anamnesi e senza rispettare i tempi tra una dose di vaccino e l'altra, e poi anche il servizio di Francesco svolto in una zona altamente inquinata. Ma nel frattempo dal 2014 ad oggi sara' cambiato qualcosa riguardo alla somministrazione dei vaccini tra le forze armate? (http://lasottilelinearossa.over-blog.it)