"Non si insegneranno più i valori della Resistenza e della Costituzione a scuola con la presenza di partigiani e storici, perché l'accordo tra l'Anpi e il ministero dell'Istruzione sta per scadere giovedì, e non è stato rinnovato. ...Non c'è nessun onere o passaggio di denaro. Si tratta di organizzare un piano di presenza nelle scuole, temi, concorsi dibattiti che coinvolgono storici e costituzionalisti. La cosa più grave è il segnale politico. Al centro dei nostri approfondimenti c'è la Costituzione, non l'Anpi. Non credo ci si possa accusare di parzialità, a meno che non mi dicano che ci vuole anche la testimonianza dei reduci di Salò".

Così il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo, aveva denunciato nei giorni scorsi il mancato rinnovo del protocollo col Ministero dell'Istruzione per organizzare degli incontri all'interno delle scuole, annunciando anche a tal proposito di aver inviato due lettere, una al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'altra alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre ad esprimere il proprio rammarico e il proprio sconcerto per la mancanza di risposte da parte del ministero.

L'intesa, che tra le ultime iniziative aveva visto coinvolti gli storici Giovanni De Luna, Isabella Insolvibile, Mimmo Franzinelli, Giulia Albanese, era stata costruita nel tempo dall'allora presidente dell'Anpi, Carlo Smuraglia, con la ministra Maria Chiara Carrozza per 

"promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente per realizzare attività programmatiche nelle scuole e per le scuole, volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale. ...Lo sconcerto a fronte del silenzio del ministro deriva dalla consapevolezza di avere agito in tutti questi anni con disinteresse e serietà (come può essere comprovato dai funzionari ministeriali con cui la nostra Associazione ha intrattenuto costanti e proficui rapporti di collaborazione), e di avere contribuito con il nostro impegno a migliorare e arricchire la qualità dell'offerta formativa del sistema scolastico pubblico".

Ma alla fine, il ministro Valditara ha risposto... così: 

"Si rilassino i professionisti della polemica politica. I valori dell’antifascismo sono anche i miei e la Resistenza è un valore prezioso. Il Ministero è impegnato a costruire una convenzione che coinvolga tutte le associazioni partigiane, perché la Resistenza non è monopolio dell’Anpi e i valori resistenziali devono essere patrimonio di tutti. Per essere ancora più espliciti la Resistenza non l’hanno fatta solo i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali, gli azionisti e perfino i monarchici. Dunque, ci sarà una convenzione per far conoscere l’importanza della Resistenza nelle scuole, ma con tutte le associazioni partigiane e non con una soltanto".

Il ministro Valditara ha parlato per promuovere il ricordo e l'importanza del noto proverbio "un bel tacer non fu mai scritto", dicendo così l'ennesima stupidaggine, una delle tante con cui finora ci hanno "rallegrato" i ministri del governo (post) fascista di Giorgia Meloni.

Le divisioni fra le associazioni partigiane risalgono al 1948 (!!!), ma ormai da moltissimo tempo sono storia, tanto che hanno iniziato a organizzare manifestazioni e celebrazioni congiunte e di recente, nel 2021 in occasione della Festa della Repubblica, l'Anpi ed altre nove associazioni (tra cui Fiap e  Fivl) hanno creato il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza.

Inoltre, come riporta lo Statuto, l'Anpi non rappresenta i partigiani "comunisti", ma i partigiani tutti, tanto che considera

"soci d’onore, con tutti i diritti compreso il diritto al voto, i familiari dei Caduti nella Guerra di Liberazione e di coloro che come prigionieri politici o vittime di rappresaglie o come ostaggi o come perseguitati politici furono assassinati dai nazifascisti o comunque siano deceduti successivamente in seguito a ferite o malattie riportate durante la Lotta di Liberazione, purché ne siano personalmente degni. I familiari di cui al comma precedente sono: il coniuge superstite e i discendenti diretti e, in difetto di questi, gli ascendenti diretti".

Ma oltre a questa stupidaggine, quella ancora più evidente è rappresentata dal fatto che la spiegazione da lui fornita non sta né in cielo né in terra... in ogni caso. Infatti, nulla precludeva al cosiddetto ministro, di allargare l'iniziativa "anche" ad altre associazioni, nel caso glielo avessero chiesto... non è scritto da alcuna parte che l'Anpi avesse parlato di esclusiva.

Il problema per il leghista Valditara, componente di un governo (post) fascista è che nelle scuole si parli di resistenza e di antifascismo... al di là delle sue dichiarazioni di facciata.

Perché? Perché la destra di cui fa parte non festeggia il 25 aprile, non riconosce la lotta partigiana e la resistenza, pretendendo addirittura che i "repubblichini" fossero, in fondo, brava gente... al massimo un po' confusi, mentre aiutavano i nazifascisti nei rastrellamenti e nello sterminio indiscriminato di civili, compresi anziani, donne e bambini!

Ed è per questo che la Lega, come ha ribadito Salvini domenica, è alleata della fascista Le Pen che, a sua volta, in Europa è alleata con i neonazisti di Alternative für Deutschland, già presenti e applauditi su un palco leghista allestito a Milano in Piazza Duomo, alcuni anni fa.

Non c'è nulla di cui meravigliarsi, se non il fatto che qualcuno pretenda (ancora) di etichettare come conservatori dei (post) fascisti.

A stretto giro è arrivata anche la replica al ministro da parte di Gianfranco Pagliarulo:

"Fulminato sulla via di Damasco (e della nostra lettera al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio), dopo quasi un anno di silenzio il ministro Valditara scopre l’importanza del Protocollo dichiarandosi impegnato a costruire una convenzione con tutte le associazioni partigiane. Ne siamo lieti, perché siamo i primi a sostenere il valore di tali associazioni, con cui da tempo abbiamo dato vita a un Forum unitario. Sarà opportuno a questo fine, da parte sua, raccogliere i frutti dell’esperienza di quasi dieci anni di lavoro comune dell’Anpi col ministero, grazie al protocollo sottoscritto fin dal 2014. Sappia però che non solo siamo già informati sul fatto che la Resistenza è stata opera di tante forze politiche, ma che l’Anpi stessa, che conta 141.500 iscritti, è un’associazione pluralista che accoglie nelle sue fila persone con diversi orientamenti politici, purché antifascisti".