Così all'Ansa:

"Al ministro non replico, mi attengo a quelle che sono le sue disposizioni. Ciò che mi procura disagio è la strumentalizzazione: sono state estratte frasi dal contesto e su queste sono state costruite storie che dal libro non emergono. Sono amareggiato dalla decontestualizzazione e dal processo a delle opinioni: Giordano Bruno lo hanno bruciato perché aveva un pensiero controcorrente, meno male abbiamo superato quei momenti. ...La frase sugli omosessuali viene da uno, ovvero io, che è scappato tutta la vita dalla normalità: per questo dico che sono a fianco degli omosessuali nella caratteristica di essere al di fuori della normalità. Sono un esponente delle forze speciali e rivendico l'anormalità, nel senso che ho fatto cose che la gente normale non fa. Per questo dico che sono a fianco degli omosessuali in questo. Nel libro spiego che l'anormalità non è migliore o peggiore, non è buona o cattiva. Hanno fatto una grande pubblicità al libro, magari le vendite aumenteranno. Per le illazioni fatte io non ho problemi a rispondere nel merito, sarò ben lieto di farlo".

Così a il Giornale e al Quotidiano Nazionale:

"Niente passi indietro. Se metterò a rischio la carriera lo avrò fatto per una giusta causa: la lotta al pensiero unico. Gli omosessuali non sono normali tanto quanto non lo sono io. Sono una persona che ha fatto scelte diverse, cose e di cui vado fiero. E sarei altrettanto fiero se fossi omosessuale.Il fatto di avere combattuto fianco a fianco, mano nella mano, con persone di etnia africana, mediorientale, tajiki, pasthun rivela proprio che l'accusa di razzismo è un'invenzione dei media. Senza mai tirarmi indietro ho rischiato la pelle per ideali e principi di etnie diverse, se non le vogliamo chiamare razze. Ma con questo non voglio dire che non esistono etnie, culture, civiltà diverse. Il libro lo riscriverei senza alcun problema. Mai avuto paura delle mie opinioni: le posso sostenere davanti a chiunque. Questo non vuol dire che non sia pronto a ricredermi su alcuni aspetti se qualcuno mi fa ricredere. Mi sono battuto in giro per il mondo per il mio Paese e accanto a molti popoli. Ne ho salvati tanti, sono stato al loro fianco. Non ho alcun pregiudizio su alcuna popolazione. Però non mi si venga a dire che siamo tutti uguali perché non lo siamo. Il mondo è bello anche per la sua diversità.Paola Egonu è italiana, gareggia e rappresenta sicuramente l'Italia. Quello che dico è che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità come raffigurata da 4mila anni di storia fin dagli affreschi degli etruschi. Se vai in Papua Nuova Guinea e chiedi di fare il ritratto di un italiano non lo disegnano con la pelle nera perché tradizionalmente non siamo neri".

Queste le dichiarazioni rilasciate dal generale Vannacci dopo che quanto scritto nel libro da lui pubblicato è finito per diventare oggetto di stupore e dibattito sui media italiani.

Prima di altre considerazioni, va confermato che l'auspicio di aumentare le vendite del suo libro ha colto nel segno. Il mondo al contrario, questo il titolo, è in cima alla classifica di vendite dei best seller di Amazon, davanti a Accabadora, God Save The Queer, Tre ciotole... libri della scrittrice Michela Murgia, scomparsa pochi giorni fa.

Per il resto, non sorprende che un (post) fascista come il generale Vannacci non sia ancora stato sospeso dal servizio dopo le dichiarazioni di palese istigazione all'odio razziale, tra l'altro un reato penale per il quale lo stesso ministero della Difesa avrebbe già dovuto presentare denuncia.

Infatti, quello che ha detto lo ha detto pensando che con i (post) fascisti al governo per aver scritto quelle che lui definisce opinioni personali dovesse essere esaltato, posto su un piedistallo e portato ad esempio di come vada inteso il motto dio, patria e famiglia. Probabilmente, è rimasto sorpreso, persino incredulo, dal fatto che i (post) fascisti al potere abbiano, almeno in pubblico, preso le distanze dal suo parto letterario.

Ma è solo questione di tempo, come dimostrano le parole del propagandista Nicola Porro, che, nel condannarlo, ha già trovato la via (il paragone con Saviano) per giustificare le "opinioni" del generale: 

"Ma che cosa poteva dire il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a un generale che ha fatto un libro autoprodotto con licenza di delirio in cui traccia i confini dell'autodifesa, personale e della razza? Che per l'appunto trattasi di farneticazioni senza capo né coda, prive di qualsiasi rilevanza. Che poi è insieme il minimo e il massimo che poteva fare un ministro delle forze armate. Ma l'altro non se ne dà per inteso, si rifugia nel cliché usato da tutti, sono stato frainteso, le mie parole strumentalizzate, salvo ribadirle con una tigna autolesionista e vagamente paranoica: si scade al livello dello sparafucile Saviano che dice: se non mi fanno dire impunemente che il presidente del Consiglio è una bastarda e una stragista, allora è dittatura."

Per quanto riguarda il ministro Crosetto, invece, doveva immediatamente sospendere il generale e impedirgli di rilasciare qualsiasi dichiarazione, in attesa dell'iter burocratico che, dopo attento giudizio, lo potesse accompagnare ad altra attività. Invece, così non è stato.

Quelle che il propagandista Porro definisce "opinioni" non sono state espresse da un semplice cittadino, ma da uno che riscopre un incarico importante in rappresentanza dello Stato, la Repubblica italiana. Quello che ha detto, pertanto, lo ha detto (anche) come generale. E dato che quello che ha detto è semplicemente l'esatto contrario di ciò che è scritto nella Costituzione su cui lui "dovrebbe" aver giurato, sarebbe normale che Guido Crosetto avesse già agito di conseguenza... se non lui, la premier Meloni e, se non lei, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, dato che è al comando delle Forze armate. Si fa riferimento alla politica perché, finora, i militari, a partire dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, non hanno preso alcun provvedimento nei confronti di Vannacci, salvo una semplice nota in cui l'esercito prende le distanze da ciò che è scritto nel libro.

C'è da stupirsi di quanto sta accadendo? Assolutamente no, visto che in molti hanno fatto finta di credere alla panzana che, definendosi conservatori, i (post) fascisti al governo non dovessero esser considerati fascisti. Fino a questo momento, Meloni e soci hanno progressivamente sdoganato ciò che in passato era considerato un assurdo. 

Il Vannacci ha creduto che ormai fosse il momento adatto di dar libero sfogo al credo fascista che, evidentemente, alberga in lui da tempo (il generale oltre ad essere un razzista omofobo rivendica anche il diritto di odiare) e ha scritto e pubblicato quel che sentiva... Il suo errore? L'aver anticipato di qualche mese i tempi. 

Ma non temete. Nel breve periodo anche i propagandisti di destra, per ora solo ion pochi lo stanno facendo, lo celebreranno e lo esalteranno come apripista di ciò che è il pensiero comune e condiviso degli italiani... come la classifica di Amazon dimostra.

Basta avere solo un po' di pazienza.



Aggiornamento.

Lo Stato maggiore dell'Esercito ha destituito il generale Vannacci da capo dell'Istituto geografico militare di Firenze. La decisione è arrivata con un dispaccio. Vannacci resterà presumibilmente a Firenze a disposizione del Comfoter, Comando delle forze operative terrestri.

Questa la risposta di Vannacci ospite del Tg4 a Diario del giorno:

"Io non mi sento assolutamente di fare passi indietro, rivendico quello che ho scritto e, come ho già detto, leggendo il libro non traspare alcun tono lesivo della dignità di qualcuno od offensivo. Lo afferma il generale Roberto Vannacci, ospite del contenitore televisivo del Tg4, ‘Diario del giorno.Il libro è scritto in un linguaggio che non è triviale, non è volgare, come qualcuno lo ha definito. Non uso mai parole volgari. Uso parole di mondo, parole che si possono usare tra persone che discutono normalmente. Non sono parole erudite ma l'ho fatto apposta: volevo che il libro fosse di facile accesso per tutti.Rivendico il diritto a esprimere le proprie opinioni- continua il generale spezzino- quando queste sono espresse secondo dei canoni, dei termini che non siano lesivi e che non siano offensivi. Non ho alcun problema a sostenere una denuncia per calunnia o per offesa, se qualcuno riuscirà a dimostrare dove questa offesa è stata perpetrata. Non vedo quindi perché io debba fare un passo indietro per un libro in cui esprimo e manifesto liberamente i miei pensieri.Mi potrà essere mossa la critica che i toni sono forti, ma il tono forte di un libro è quello che viene scritto probabilmente per suscitare anche un certo interesse da parte del lettore. Sulla destituzione, si tratta di cose che verranno decise nell'ambito del processo formale che sarà instaurato. Quello che deciderà di fare la Forza Armata non riguarda l'ampio pubblico al quale questa trasmissione è dedicata. Sono cose totalmente di servizio– conclude- per le quali risponderò nelle sedi e secondo le procedure più opportune".

Intanto, si allargano le fila dei sostenitori di Vannacci, "rinforzate" dagli interventi di Pillon e Alemanno che ne difendono il diritto alla libertà di parola e le capacità militari!