Mahmoud Abbas in cerca di consenso, mentre Israele continua la propria politica di aggressione contro i territori occupati

Mahmoud Abbas in cerca di consenso, mentre Israele continua la propria politica di aggressione contro i territori occupati

Mahmoud Abbas, lunedì 3 dicembre, era a Roma per un visita ufficiale, in seguito alla quale ha incontrato papa Francesco e i vertici delle istituzioni italiane, il presidente della Repubblica Mattarella e il premier Giuseppe Conte, con cui ha discusso le relazioni tra Palestina ed Israele.

Al di là dal valutare se tale visita sia da classificare come indirizzata a rafforzare le relazioni estere della Palestina o l'immagine politica di Mahmoud Abbas all'interno dei Territori Occupati, la cronaca odierna che riguarda il medio oriente ci ricorda che ci vuole ben altro per cambiare la situazione nell'area.

A confermarlo, è sufficiente rammentare i bulldozer israeliani che questo martedì erano all'opera per distruggere una casa di proprietà di un palestinese, ritenuta abusiva, costruita a Jabal al-Mukkaber, quartiere di Gerusalemme Est.

Come tutti sanno, la municipalità di Gerusalemme non rilascia permessi edilizi ai palestinesi, neppure per la parte orientale della città, e quando lo fa, i costi sono talmente esosi che la scelta è tra costruire un'abitazione o acquistare la licenza edilizia... ammesso che poi venga effettivamente rilasciata!

Naturalmente, a conferma del regime di apartheid in vigore nello Stato ebraico, il comune e il governo permettono ai coloni israeliani la costruzione di decine di migliaia di unità abitative in insediamenti illegali a Gerusalemme Est.

Ma a preoccupare di più è l'operazione militare "Scudo del Nord" che martedì mattina ha preso il via per distruggere i tunnel di Hezbollah nel nord di Israele, come mostrato in un video pubblicato dall'esercito.

Israele ha accusato il governo libanese di non aver effettuato controlli adeguati per vietarne la costruzione.

Secondo alcuni analisti, l'intervento nel nord di Israele sarebbe il primo passo di un'azione militare che culminerebbe con un attacco massiccio sulla Striscia di Gaza, auspicato da tempo dagli ultrà della destra israeliana, e finora rimandato perché le sue conseguenze non avrebbero assicurato risultati ritenuti soddisfacenti.

Categoria Esteri
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