Papa Francesco: il prossimo è chiunque si trovi in stato di necessità

Papa Francesco: il prossimo è chiunque si trovi in stato di necessità

Nell'Angelus di questa domenica 13 luglio, papa Francesco ha commentato il passo odierno del Vangelo di Luca, la parabola del buon samaritano, dove Gesù fa un esempio per spiegare, a un dottore della legge, chi sia da considerare come prossimo, da amare.

«Protagonista del breve racconto - ha detto Francesco ai fedeli - è un samaritano, che incontra lungo la strada un uomo derubato e percosso dai briganti e si prende cura di lui. Sappiamo che i giudei trattavano con disprezzo i samaritani, considerandoli estranei al popolo eletto.

Non è dunque un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola. In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione.

Per quella stessa strada, prima del samaritano, erano già passati un sacerdote e un levita, cioè persone dedite al culto di Dio. Però, vedendo il poveraccio a terra, erano andati oltre senza fermarsi, probabilmente per non contaminarsi col suo sangue. Avevano anteposto una regola umana – non contaminarsi col sangue – legata al culto al grande comandamento di Dio, che vuole anzitutto la misericordia.

Gesù, dunque, propone come modello il samaritano, proprio uno che non aveva fede! Anche noi pensiamo a tanta gente che conosciamo, forse agnostica, che fa del bene. Gesù sceglie come modello uno che non era un uomo di fede.

E questo uomo, amando il fratello come sé stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze – il Dio che non conosceva! – ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità».


Quello che la parabola di Gesù ci insegna, ha detto il Papa è che non siamo noi a dover riconoscere chi sia il prossimo da amare, in base ai nostri criteri, ma è proprio la persona in situazione di bisogno a farlo, nel momento in cui si è avuto compassione di lui.

Non esiste un prossimo da definire in base a dei principi, a delle convinzioni, a delle supposizioni... il prossimo è chiunque si trovi in uno stato di necessità. «Se tu davanti a una persona bisognosa non senti compassione, se il tuo cuore non si commuove, vuol dire che qualcosa non va. Stai attento, stiamo attenti. Non ci lasciamo trascinare dall'insensibilità egoistica. La capacità di compassione è diventata la pietra di paragone del cristiano, anzi dell'insegnamento di Gesù. Gesù stesso è la compassione del Padre verso di noi. ... La misericordia nei confronti di una vita umana in stato di necessità è il vero volto dell'amore».


In Italia, invece c'è un politico che, sventolando vangeli e rosari, afferma l'esatto contrario, pretendendo pure di diffondere il verbo del "buon Gesù" affidandosi al cuore immacolato di Maria e a tutti i santi di cui è a conoscenza. Evidentemente non ha capito nulla di quello che è scritto nei Vangeli... ammesso che li abbia mai letti.


Categoria Cronaca
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