Il comitato olimpico internazionale, riunitosi lo scorso fine settimana a Losanna, ha discusso dello scandalo doping che ha visto protagonista la Russia durante i Giochi di Sochi del 2014 e che aveva prodotto ad inizio anno un nuovo capitolo, con Mosca che aveva manipolato i dati di laboratorio prima del trasferimento all'Agenzia mondiale antidoping (WADA).

Quello che il Cio e le agenzie ad esso correlate vogliono cercare di capire è quali atleti, tra quelli russi che parteciparono a quelle olimpiadi, fossero dopati e quali no. I russi non sembrano particolarmente ansiosi di svelarlo.

Per questo, il comitato della Wada che si è riunito lunedì, sempre a Losanna, ha deciso di sospendere la Russia da qualsiasi evento olimpico che verrà disputato nell'arco dei prossimi quattro anni.

Va precisato comunque che, se il bando investe tutte le istituzioni sportive russe, non riguarda però gli atleti russi e i loro allenatori che, invece, possono partecipare ai principali eventi olimpici, purché siano in grado di dimostrare con test credibili la loro estraneità al doping e non siano citati nei rapporti McLaren, almeno in relazione a circostanze che potrebbero essere considerate per loro incriminanti.

Naturalmente, se la Russia come Paese non potrà partecipare ad eventi sportivi per i prossimi quattro anni, non potrà neppure organizzarli ed ospitarli, rimettendone ad altri il compito.

La decisione della Wada, prima di diventare esecutiva dovrà passare al vaglio degli organi giudiziari internazionali, perché è difficile pensare che la Russia non faccia ricorso contro una tale sentenza, visto che le impedirebbe di partecipare, ad esempio, ad alcuni eventi come le qualificazioni ai Mondiali di calcio del 2022 in Qatar.