«Il ventennio non porta mai bene in politica. E il prossimo 27 aprile si compirà il “ventennio barese” alla guida della Regione Puglia».
Esordisce così Alfonso Masselli (in foto), l’ideatore del noto format di idee innovative “Tu Conti di Più”, ricordando che «è dal 27 aprile 2005 che la Presidenza della Regione Puglia è occupata ininterrottamente dai baresi. Con il doppio mandato di Nichi Vendola prima ed il doppio mandato di Michele Emiliano poi. E, a quanto pare, vorrebbero andare oltre con Antonio Decaro».
E’ notizia dei giorni scorsi che, per le prossime regionali, la direzione pugliese del Partito democratico ha messo il sigillo sull’europarlamentare (già sindaco di Bari) Antonio Decaro, ritenendolo “il candidato più autorevole”.
Nulla di più sbagliato, secondo Masselli. «Questa “avidità istituzionale” farà verosimilmente saltare l’unità geografica della Puglia», e ne spiega le ragioni.
«In 55 anni di Regione Puglia, mai un foggiano ne ha assunto la presidenza. E ciò spiega anche il divario che nei decenni si è accumulato tra il territorio di Capitanata e le altre province della Puglia, oggettivamente più progredite, le quali tutte hanno avuto il privilegio di avere, quale presidente del governo regionale, un loro uomo».
«Dal 1970 ad oggi – prosegue Masselli – la provincia di Bari ha avuto ben otto governatori (Liuzzi, Rotolo, Colasanto, Copertino, Savino, Distaso, Vendola ed Emiliano, gli ultimi due per due mandati ciascuno), la provincia di Lecce tre (Quarta, Fitto padre e Fitto figlio), la provincia di Taranto due (Manfredi e Convertino) e la provincia di Brindisi uno (Martellotta)».
«Persino un siciliano (Bellomo, originario di Caltanisetta) è stato presidente della Regione Puglia. Ma mai un foggiano».
«Ritengo che possa bastare e che debba finalmente prevalere la ragione critica sugli schemi delle coalizioni, dei partiti, delle bandiere e delle poltrone».
Venti di "secessione "in vista?
«Ritengo che la provincia di Foggia (con i suoi 7000 km quadrati, la più grande delle province pugliesi) non spererà, ancora una volta, in tempi migliori. E’ il nord geografico più povero d’Italia. Finirà col prendere atto che il suo futuro non sarà in Puglia ma in un’altra regione, a cui porterebbe in dote il Tavoliere (la seconda pianura più grande d’Italia), il meraviglioso Gargano con le incantevoli Isole Tremiti e il bacino estrattivo di Apricena (il secondo d’Italia, dopo quello di Carrara). A consentirlo è l’articolo 132, comma 2, della Costituzione italiana. E a perderci sarà il resto della Puglia».
«Neppure i politici romani – aggiunge – hanno fatto leva quanto i baresi sul differenziale demografico. Infatti, tutte le province laziali, anche quelle con una densità demografica di gran lunga inferiore, hanno avuto un loro esponente come presidente della Regione Lazio. Essere regione significa “altro”. E questo “altro” manca in Puglia da ormai troppi decenni. Se poi per essere un “autorevole candidato” alla presidenza della Regione Puglia occorre essere stato sindaco della città di Bari, prendiamo atto di questo “requisito” non codificato».
«Insomma, dopo 55 lunghi anni di silenziosa attesa, ci si augura che la politica pugliese concordi trasversalmente sul fatto che, questa volta, la presidenza della Regione Puglia dovrebbe andare – per “diritto naturale” – alla Capitanata» conclude Masselli.