Lazio - Juventus, per la 13.a giornata di Serie A,  è finita 2-0 per i bianconeri. Le due reti, una per tempo, sono arrivate entrambe su calcio di rigore. A trasformare i tiri dal dischetto è stato Bonucci, goleador di giornata.

Il primo rigore è stato assegnato da Di Bello al 23' per un fallo su Morata. Il raddoppio è arrivato all'83' per un atterramento di Chiesa da parte di Pepe Reina che era stato scavalcato in precedenza, lasciando sguarnita la sua porta.

Che cosa è accaduto nei 90 minuti? Praticamente nulla o quasi. La Lazio ha fatto la partita, mentre la Juventus ha giocato in contropiede. Quando i biancocelesti costruivano l'azione, i bianconeri erano schiacciati nella propria metà campo rigorosamente dietro la linea della palla, ad eccezione del solo Morata.

Perché la Lazio ha perso? Perché non è riuscita mai o quasi a rendersi pericolosa, tanto che in tutti i 90 minuti è riuscita a fare un solo tiro in porta! L'unica azione pericolosa è arrivata al 78', con Milinkovic-Savic che di testa serve in area un assist su cui  Muriqi non riesce però ad intervenire.

Unica scusante per Sarri l'assenza di Immobile, che però giustifica solo in parte la mancanza di concretezza in attacco della sua squadra.

Allegri ne è uscito vittorioso, ma la mancanza di gioco della Juventus è alquanto imbarazzante. Oggi la partita è stata decisa da degli episodi su cui naturalmente non si mancherà di discutere, ma in queste condizioni è difficile prevedere un futuro roseo per i bianconeri.

Infatti, si può sperare di vincere una partita facendo ricorso alle giocate dei singoli o agli errori di arbitri e avversari... ma disputare un intero campionato giocando in contropiede si addice ad una squadra che non vuol retrocedere, non ad una squadra che vuole arrivare in Europa o vincere il campionato.



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