La finale di Champions League per la stagione 2020/2021, che si è disputata all'Estádio do Dragão di Porto, ha visto prevalere per 1-0 il Chelsea di Tuchel contro il Manchester City di Guardiola.

È la terza volta, nel giro di poche settimane, che le due squadre inglesi si trovano a giocare l'una contro l'altra. In tutte e tre le sfide il Chelsea ha sempre prevalso e quanto visto in campo sabato sera ci può spiegare il perché.

Nel primo tempo, dopo una buona occasione per Sterling ad inizio partita, è il Chelsea a rendersi più pericoloso e con Timo Werner sfiora due volte il gol nei primi 15 minuti. Il City riprende in mano il gioco ed è un intervento alla disperata di Rüdiger che impedisce al tiro di Foden di finire in rete. 

La disposizione in campo del City, se non aiuta a creare occasioni da rete nonostante il possesso palla, consente però al Chelsea di poter sfruttare, soprattutto dalla sinistra del proprio schieramento, la non perfetta disposizione della linea difensiva degli uomini di Guardiola.

Così, a 3' dall'intervallo un passaggio illuminante di Mason Mount taglia in due la difesa del City, consentendo ad Havertz di involarsi verso la porta avversaria, superare il portiere Ederson in uscita e insaccare a porta vuota. È il gol decisivo per l'assegnazione del trofeo.

Nel secondo tempo è il Manchester City a fare la partita, con il Chelsea che pensa soprattutto a difendersi, e lo fa con lucidità, cercando di sfruttare il contropiede, tanto che potrebbe raddoppiare con il subentrato Christian Pulišić, il cui tiro finisce però alla destra di Ederson.

L'assedio del City, incessante negli ultimi 20 minuti, non riesce a creare occasioni nette, anche se a pochi secondi del fischio finale un tiro di Riyad Mahrez sfiora la traversa, a portiere battuto.

Il limite del City è non aver saputo offrire alternative al consueto gioco d'attacco a cui la squadra di Guardiola ci ha abituato. Le reti del City sono propiziate dalla velocità degli esterni che solitamente spadroneggiano sulle fasce, sia a destra che a sinistra, offrendo assist che si tramutano quasi sempre in gol già fatti. Velocità e triangolazioni di prima... un mix micidiale, quando la squadra avversaria non ha la lucidità necessaria o gli uomini in grado di opporvisi. Ma se una difesa riesce a trovare il modo di contrastare tale impostazione di gioco, per il City non ci sono alternative. Ed è questo il limite della squadra di Guardiola che ha sì gli uomini in grado di mettere palloni in area, ma non ha attaccanti per fare il lavoro del classico centravanti di sfondamento, che ieri al City sarebbe servito eccome.

A parziale giustificazione della sconfitta, va anche ricordato che il City, al quarto d'ora della ripresa, ha perso Kevin De Bruyne che è uscito dal campo in stato confusionale e con un occhio nero dopo un duro scontro con Rüdiger. Nel primo tempo, invece, il Chelsea aveva dovuto sostituire Thiago Silva per infortunio.

Come miglior giocatore dell'incontro, giustamente, è stato indicato il centrocampista del Chelsea N'Golo Kanté.

Il Chelsea affronterà il Villarreal, che mercoledì scorso a Danzica ha conquistato la Coppa Uefa battendo il Manchester United, per la Supercoppa UEFA mercoledì 11 agosto, mentre City e Chelsea avranno occasione di sfidarsi anche nella Champions League della prossima stagione, che definirà gli accoppiamenti il 26 agosto. La prima giornata della prossima edizione è in programma martedì 14 settembre.


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