Ve li immaginate Gerardo Chiaromonte o Luciano Violante in un blitz al centro vaccini dei loro collegi elettorali? Erano altri tempi!

Lo scrivo con grande rammarico, ma l’antimafia non è mai stata così piena di sprovveduti che non conoscono neanche l’alfabeto minimo necessario per poterne soltanto parlare!

Gerardo Chiaromonte e Luciano Violante li ho conosciuti per militanza di partito e per materia di studio comune. Quando furono scelti per la guida della Commissione Parlamentare Antimafia, si scelse chi la mafia la conosceva e la sapeva affrontare. Questo era il ragionamento che si faceva all’interno di un partito serio. Questo era il pensiero predominante ed era accettato perché ritenuto giusto.

Cerco di spiegare il senso di queste mie riflessioni con un esempio che faccio sempre ai miei studenti. Chiedo loro: se ti dovessi far operare al cuore chi sceglieresti? Il cardiochirurgo migliore! La risposta più comune ed immediata è questa. Lo stesso discorso vale per la lotta alle mafie. È come dire: chi scegliamo per guidare la Commissione Parlamentare Antimafia? Il migliore o perlomeno uno bravo che sappia almeno cosa sia la mafia.

L’antimafia invece si sta affollando di principianti, sempre più spesso, ai limiti della megalomania. L’antimafia è cosa seria e abbisogna di professionisti! C’è bisogno di gente che sappia cosa sia la mafia, gente capace di leggere tra le righe, di stare dentro le evoluzioni mafiose, di decifrarle e agire di conseguenza. Non abbiamo bisogno di persone che, seppur in buona fede, siano pronte a ergersi a don Chisciotte senza nemmeno sapere cosa sia la lotta alle mafie.


Vincenzo Musacchio, giurista e docente di diritto penale, è associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark negli Stati Uniti d’America. E' ricercatore e analista dell'Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. E’ stato allievo di Giuliano Vassalli e amico e collaboratore di Antonino Caponnetto.