Salvini, dalla Polonia con furore

Salvini, dalla Polonia con furore

Nelle ultime ore, il ministro dell'Interno del cambiamento ha pubblicato quasi una decina di post su Facebook, mentre era in visita ufficiale in Polonia, per aggiornarci quasi in tempo reale su come la pensasse riguardo agli eventi di giornata.

La considerazione più importante, ovviamente, è quella che riporta la sua irritazione nei confronti di Claudio Baglioni, perché nella conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival di Sanremo non ha espresso, diciamo così, tutto il suo apprezzamento nei confronti del Governo in relazione alle scelte fatte sui migranti.

«Baglioni? Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo», ha scritto il ministro su Facebook.

Inutile dire che se il cantante romano avesse espresso un parere opposto, allora Salvini avrebbe dichiarato che persino Baglioni era d'accordo con lui. Sottigliezze che il suo scalmanato popolo di seguaci non riesce però a vedere.

Ma Salvini ci ha anche fatto sapere di essere davvero felice di aver incontrato a Varsavia Jarosław Kaczynski, leader del partito di maggioranza PIS (Partito Diritto e Giustizia) che sostiene il governo polacco, con cui ha parlato di Europa e di "Futuro", con la f di fascismo maiuscola.

Quasi inutile ricordare come Kaczynski si richiami ad uno spiccato conservatorismo e ultrapatriottismo sfociato nel nazionalismo e in politiche restrittive delle libertà democratiche, iniziate a partire dal 2015 con "purghe" nella tv e nella radio di Stato e proseguite con la revisione della composizione della Corte Costituzionale, in violazione della Costituzione stessa, fino a mettere i giudici sotto il controllo dell'esecutivo.

E come potrebbe, uno che limita i diritti democratici di una nazione, non essere un punto di riferimento per Matteo Salvini?

Ma il nostro ministro dell'Interno, nonostante tutto, oggi ha dovuto inghiottire, a sua insaputa, un boccone amarissimo: il fatto che il presidente del Consiglio Conte abbia accettato di accogliere una parte dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi di due Ong.

«Io non autorizzo arrivi di migranti - ha detto Salvini. - Le scelte si condividono e le riunioni si fanno prima, non dopo.»

Probabilmente, il premier maltese Muscat, che ha annunciato la svolta questa mattina, deve avere anticipato i tempi, impedendo pertanto a Conte e ai 5 Stelle di mettere al corrente Salvini, in privato, del fatto compiuto e di decidere una dichiarazione che potesse in qualche modo evitargli una figuraccia... a meno che non sapesse già tutto e le sue parole, quindi, non siano da considerarsi nient'altro che puro teatro, una scusa per salvare la faccia nei confronti dei suoi sostenitori e addossare la responsabilità dell'accoglienza ai 5 Stelle.

Però, nel caso Salvini non sia realmente stato avvertito di quanto Conte stava concordando con l'Europa, è probabile che questo fatto possa far iniziare a  vacillare, e non poco, l'alleanza di Governo.

Categoria Politica
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