Grande Marcia del Ritorno, gli israeliani sparano sui palestinesi: almeno sette i morti e centinaia i feriti

Grande Marcia del Ritorno, gli israeliani sparano sui palestinesi: almeno sette i morti e centinaia i feriti

Nel primo pomeriggio, la Wafa ha diffuso una nota che informa che forze israeliane, venerdì, hanno aperto il fuoco contro migliaia di palestinesi che stavano partecipando alla Grande Marcia del Ritorno, lungo i confini di Gaza, uccidendone almeno cinque e ferendone altri 356. Il numero di morti e feriti è stato riportato da fonti mediche.

Tra le vittime un contadino palestinese di 27 anni, Omar Samour che stava raccogliendo frutta e verdura da vendere, colpito da un carro armato israeliano a est del villaggio di Qarara, nel distretto di Khan Younes, nel sud di Gaza.

Lungo il confine di Gaza, due palestinesi sono stati uccisi dai cecchini israeliani: Amin Mahmoud Mu'ammar, 38 anni di Rafah, e Muhammad Kamal Najjar, 25 anni, proveniente dal campo profughi di Jabalia, nel nord della striscia.

Altri due palestinesi sono poi stati uccisi da "cecchini" israeliani. Le vittime sono state identificate come Muhammad Abu Omar, 19 anni, e Ahmad Ibrahim Odeh, 16 anni, provenienti dal nord della Striscia di Gaza.

Contro i partecipanti alla Marcia, i soldati israeliani hanno sparato lacrimogeni e proiettili veri ferendo 356 manifestanti, di cui 10 hanno riportato lesioni gravi.

La Grande Marcia del Ritorno, una ricorrenza che nel corso del tempo si è trasformata in un’occasione di condanna dell'occupazione dei territori palestinesi e di sostegno agli arabi israeliani, commemora sei palestinesi uccisi in Galilea dalle forze di sicurezza dello Stato di Israele, 32 anni fa, mentre protestavano contro la confisca delle terre arabe.

Nei giorni scorsi, il capo di stato maggiore israeliano, Gadi Eisenkot, aveva annunciato di aver autorizzato l’uso di pallottole vere contro i palestinesi che, durante la Marcia del Ritorno, si fossero solo avvicinati alle barriere che delimitano il confine con lo Stato ebraico, rispondendo ad una iniziativa promossa dalle forze politiche palestinesi, ed in particolar modo da Hamas, che annunciava l’allestimento di una tendopoli a circa 700 metri dalle linee israeliane.

Eisenkot, aveva aggiunto anche di aver fatto schierare più di 100 tiratori scelti, facendo arrivare rinforzi a sostegno delle unità già presenti.

Agli scontri al confine della striscia di Gaza, si sono poi aggiunti quelli in molte località della Cisgiordania, aggravando il numero dei morti e quello dei feriti. Nel distretto di Nablus, le forze di occupazione israeliane si sono scontrate con i manifestanti nei villaggi di Qusra, Kafr Qalil e Beita.

Proteste analoghe si sono avute anche a Qalqilia, Betlemme, Ramallah, Hebron, come anche in molte città arabe in Israele, con una grande manifestazione nella città di Sakhnin, in Galilea.

La ricorrenza odierna ha avuto maggiore significato perché quest'anno Israele festeggia 70 anni dalla fondazione del proprio Stato, mentre per il popolo palestinese quella data rappresenterà il 70esimo anniversario della Nakba, la catastrofe che vide lo sfollamento forzato di 750.000 palestinesi, i cui discendenti vivono ora come rifugiati all'estero o quasi come prigionieri nei territori occupati.

Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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