A Perugia si prepara la Marcia della Pace con uno sguardo a Riace e alla vicenda del sindaco Lucano

A Perugia si prepara la Marcia della Pace con uno sguardo a Riace e alla vicenda del sindaco Lucano

Si è aperto venerdì 5 ottobre a Perugia il Meeting per la pace e i diritti umani, in preparazione della Marcia Perugia-Assisi di domenica prossima.

Solidarietà e accoglienza i temi che caratterizzeranno l'edizione 2018 della manifestazione ideata nel 1961 dal "profeta" della non violenza Aldo Capitini. Temi che, naturalmente, guarderanno anche alla vicenda di Mimmo Lucano, tanto che quest'anno la marcia parte da Riace, come è stato più volte ricordato negli interventi della mattinata dai rappresentanti delle associazioni (Anpi, Arci, Acli, Legambiente, ecc.) e dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil.

A proposito di Mimmo Lucano, il gip di Locri Giuseppe Di Croce, dopo l'interrogatorio di giovedì, in cui il sindaco di Riace ha risposto alle domande degli inquirenti, ha deciso di mantenere l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, così da costringere i suoi legali, Andrea Dacqua e Antonio Mazzone, ad annunciare il ricorso al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria.

Sabato, a sostegno di Mimmo Lucano e del suo modello di accoglienza, che ha portato il piccolo comune di Riace all'attenzione del mondo, si svolgeranno manifestazioni di sostegno in tutta Italia e nella stessa Riace per ricordare a tutti che #Riacenonsiarresta!

Ritornando al Meeting di Perugia, questo è l'intervento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil:

«Dobbiamo ricordarci che non ci sono solo cattive notizie e Riace è una buona notizia, perché esiste un’Italia che sa accogliere e non lo fa solo per un gesto di disponibilità verso chi ha bisogno. Lo fa perché ha un'idea di come interrompere lo spopolamento delle aree interne, di come ricostruire comunità, di come combattere le solitudini e le paure. Allora la buona notizia è che possiamo ribaltare la narrazione, discutendo di integrazione e accoglienza per ragionare del futuro del paese.

I processi migratori non sono un'emergenza, non sono un fatto straordinario, sono, al contrario, la storia dell’umanità. Perché l’umanità si sposta e noi italiani lo sappiamo bene, perché c’è un’Italia più grande dell’Italia in giro per il mondo.

Siamo in un’epoca in cui il debole è sempre colpevole, lo è il migrante, lo è il povero. Ma solo i codardi se la prendono con i più deboli, perché non hanno coraggio di affrontare i più forti. Questo è il motivo per cui cresce l’odio e la paura verso i migranti, mentre condono e flat tax passano sotto silenzio.

Non è più tempo per giri di parole o tentennamenti. Il nostro Paese produce armi, e quelle armi vengono usate per uccidere donne, uomini e bambini nello Yemen, così come in altre parti del mondo. Penso che sia il tempo di dire basta, di ragionare seriamente di riconversione, sapendo che i lavoratori di quelle fabbriche saranno preoccupati, forse non saranno d’accordo, ma questa è una causa che va riaperta con forza.»

Camusso ha, inoltre, ricordato la necessità di includere il tema dell’immigrazione in un progetto complessivo per il Paese, con una legge che regolamenti i flussi con una logica di normalità e non di emergenza: «Solo così si potranno dare risposte sul fronte del lavoro, visto che altrimenti, nell'illegalità forzata, i migranti sono condannati ad essere vittime di caporalato e sfruttamento.»

Categoria Cronaca
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