In una intervista al quotidiano tedesco Bild am Sonntag, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che l'occidente deve prepararsi a continuare a sostenere l'Ucraina in una guerra che "durerà anni", aggiungendo che i costi del conflitto saranno alti, ma il prezzo che si verrebbe a pagare permettendo a Mosca di raggiungere i suoi obiettivi militari sarebbe ben maggiore.

Secondo Stoltenberg, fornire all'Ucraina armi più moderne aumenterebbe le sue possibilità di riuscire a liberare la regione orientale del Donbass, gran parte della quale è attualmente sotto il controllo russo.

Dichiarazioni non certo promettenti, ma non è neppure detto che non abbiano un secondo fine: quello di invitare i Paesi che sostengono l'Ucraina ad inviare ancora più armi, sempre più sofisticate, rispetto a quanto già non abbiano fatto e stiano finora facendo.

L'ambasciatore tedesco in Ucraina, Anka Feldhusen, ha dichiarato ieri che il suo Paese invierà a breve a Kiev ulteriori obici, oltre a sistemi di lancio multiplo di razzi, attualmente in fase di assemblaggio.

A Severodonetsk, la situazione dei combattimenti è in stallo, mentre attacchi da entrambi i fronti si registrano nel sud, a Kherson e Mykolaiv, mentre nell'oblast di Zaporizhzhia, secondo il governatore Oleksandr Starukh, le forze russe stanno tentando di reprimere la resistenza locale con l'introduzione della pena di morte.

A Odessa, il governatore dell'Oblast Maksym Marchenko, ha affermato che sono 39, appartenenti a 14 Paesi, le navi civili che rimangono ormeggiate nel porto a causa dell'aggressione russa in corso, mentre la Russia avrebbe rafforzato la flotta del Mar Nero fornendo 28 missili Kalibr a due navi di superficie e tre sottomarini. 

Lo Stato maggiore ucraino ha aggiornato il bollettino delle perdite russe con i seguenti numeri: 33.600 soldati, 1.468 carri armati, 3.577 veicoli corazzati da combattimento, 745 pezzi di artiglieria, 235 sistemi di lancio multiplo di razzi, 98 sistemi missilistici terra-aria, 181 elicotteri, 216 aeroplani, 598 droni e 14 imbarcazioni.

Ieri, Zelensky si è recato a Odessa e Mykolaiv, dove ha dichiarato che il sud non sarà dato via a nessuno, che l'Ucraina riprenderà ciò che è suo e che il mare sarà ucraino e sicuro.