Gli incendi nella foresta pluviale amazzonica finiscono nell'agenda del G7

Gli incendi nella foresta pluviale amazzonica finiscono nell'agenda del G7

Sono i più intensi da quasi un decennio le migliaia di incendi che da giorni e giorni in Brasile stanno devastando la foresta pluviale amazzonica, con gli Stati di Acre, Roraima, Rondônia e Amazonas tra i più colpiti.

Roraima ha visto un aumento degli incendi del 141%, Acre del 138%, Rondônia del 115% e Amazonas dell'81%. Anche lo Stato del Mato Grosso do Sul, più a sud dei precedenti, ha visto un aumento degli incendi del 114%.

Nel 2019, secondo quanto riportato dall'Inpe, l'Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile, il numero di incendi è aumentato dell'85% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Le cifre ufficiali indicano in oltre 75mila gli incendi boschivi registrati in Brasile nei primi otto mesi dell'anno, il numero più alto dal 2013. Nello stesso periodo del 2018, gli incendi erano stati 40mila.

Nella foresta amazzonica gli incendi non sono certo una rarità, soprattutto nella stagione secca, che va da luglio a ottobre. Le cause di quegli incendi non sono solo naturali. Infatti ad innescarli sono spesso persone che vogliono più terra per le proprie coltivazioni o per i propri pascoli.

Un problema che da sempre si è registrato in Brasile, però secondo gli ambientalisti sarebbe peggiorato negli ultimi tempi a causa della retorica anti-ambiente del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, il quale, in linea con la becera arroganza sovranista, ha a sua volta accusato le organizzazioni non governative di aver innescato gli incendi per danneggiare l'immagine del suo governo!

Poi ha aggiunto di non aver risorse sufficienti, come governo, per combattere le fiamme.

Secondo quanto riportato dal Cams, il Copernicus Atmosphere Monitoring Service dell'Unione Europea, il fumo causato dagli incendi ha viaggiato fino alla costa atlantica, causando l'oscuramento del cielo nella capitale San Paolo, a più di 3.200 km di distanza.

Inoltre, gli incendi hanno rilasciato una grande quantità di anidride carbonica, finora l'equivalente di 228 megatonnellate, sempre secondo ilCams, il livello più alto dal 2010. A questa si deve aggiungere anche l'emissione di monossido di carbonio, causato dalla combustione del legno.

Perché questi incendi devono preoccupare non solo il Brasile, ma l'intero pianeta? Perché Il bacino amazzonico - che ospita circa tre milioni di specie di piante e animali ed un milione di indigeni - è "fondamentale" per regolare il riscaldamento globale, con le sue foreste che assorbono milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno. Ma se gli alberi vengono tagliati o bruciati, progressivamente viene meno anche la capacità di assorbimento di emissioni di anidride carbonica, causando ulteriore inquinamento ed un peggioramento ulteriore nel surriscaldamento globale.

Va ricordato anche che l'aumento del numero di incendi in Sud America, quest'anno, ha interessato anche il Venezuela che ne ha registrati 26mila e la Bolivia, con oltre 17mila.

Il presidente francese Macron ha definito gli incendi in Amazzonia, proprio per i motivi sopra accennati, una vera e propria crisi internazionale, tanto che solleverà l'argomento nel prossimo vertice del G7 che si svolgerà nel sud ovest della Francia a Biarritz, in Nuova Aquitania, dal 24 al 26 agosto.

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