Tav Torino Lione, ancora tensioni nel Governo: Tria dice sì, Conte nì, Toninelli la boccia

Tav Torino Lione, ancora tensioni nel Governo: Tria dice sì, Conte nì, Toninelli la boccia

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, come da agenda, è intervenuto al Forum Economico franco-italiano insieme al suo omologo francese Bruno Le Maire.

Nell'occasione, il ministro Tria ha ribadito ciò che già aveva praticamente dichiarato qualche giorno fa nel programma televisivo Quarta Repubblica, anticipando il sì del Governo al Tav Torino Lione: "Credo che il Governo stia andando verso quella direzione.

Ci sono posizioni differenti - ha proseguito Tria - ma credo che ci sarà un'evoluzione positiva, perché sono i fatti che portano in quella direzione. Del resto, c'è una legge su questo e per cambiare ci sarebbe bisogno di un'altra legge. Ma non credo che ciò avverrà."

A Tria risponde non il capo politico dei 5 Stelle, ma il premier - Conte in base al recente incremento della sua presenza social sembra essere stato indicato dalla Casaleggio Associati come il sostituto ormai designato di Di Maio - che fonti di Palazzo Chigi, come riportato dalle agenzie, indicano non aver ancora preso alcuna decisione in relazione al Tav: "Conte non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav, né ha mai richiesto un ulteriore contributo all'analisi costi-benefici dell'opera, contributo che è stato invece sollecitato dal Mit."


E sull'argomento ha ribadito la propria posizione anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha parlato ai giornalisti dal cantiere Anas del nuovo ponte di Annone di Brianza.


"Il Tav può anche servire - ha detto Toninelli - e sono felice se dopo il 2070 serva, ma io sono il ministro delle infrastrutture e mi sento responsabile se domani crolla un altro ponte e muore qualcuno, anche se giuridicamente non lo sono, perché avrei potuto impiegare le risorse del Tav per fare manutenzione a quella infrastruttura.

Ormai, mi sono profondamente stancato di parlare del Tav.  ...

Voglio impegnare le risorse del Tav per fare molto meglio di una galleria che sarà pronta tra 15 anni e che forse darà benefici solo dopo il 2070. ...

Galleria di base che l'Italia paga il 60% perché la tratta esterna francese è molto più ampia di quella italiana e non è finanziata fino al 2038. Stiamo pagando per la Francia una galleria di 57 km, di cui 45 km in territorio francese e 12 in quello italiano e la stiamo pagando quasi tutta noi, perché loro devono fare un investimento enorme fuori e non lo stanno facendo.

Penso che i politici che ci hanno preceduto si dovrebbero vergognare di avere impegnato soldi che magari potevano essere messi per la manutenzione di infrastrutture come il ponte di Annone e non farli crollare in testa a una persona.  ...

Nessuno può dire che esiste un'altra analisi costi benefici sulla Tav. Ne esiste una sola. Abbiamo dato solo ulteriore materiale per un dibattito.  ...

Tutto si può migliorare, ma qui non si tratta di una linea esterna, si tratta di fare una galleria di base e o buchi o non buchi la montagna, e quel buco costa 11 miliardi, di cui 3,5 solo all'Italia . Quei 3,5 miliardi io li voglio impegnare molto meglio e fare tantissimi cantieri su tutto il territorio nazionale per fare manutenzione ed evitare altri morti".

Categoria Politica
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