Il (vice)premier Matteo Salvini vola in Israele per una visita di due giorni

Il (vice)premier Matteo Salvini vola in Israele per una visita di due giorni

Come informa un comunicato del ministero dell'Interno, il ministro Matteo Salvini martedì 11 e mercoledì 12 dicembre è in Israele, a Gerusalemme, per incontri istituzionali.

Martedì 11 alle 13:30 il ministro incontrerà la comunità italiana a Gerusalemme e successivamente si recherà alla Sinagoga italiana e al Museo di arte ebraica italiana; alle 15 sarà allo Yad Vashem per una visita al Museo dell’Olocausto e al Memoriale dei Bambini, cui seguirà una cerimonia alla Tenda della Rimembranza e la firma del Libro degli Ospiti. Mercoledì 12, alle 10, Salvini incontrerà il premier Netanyahu presso la sede dell’Ufficio del Primo Ministro.

Quella di Salvini è una visita che pone alcuni interrogativi.

Prima di tutto, un interrogativo di galateo istituzionale. Perché un ministro dell'Interno va in missione all'estero ad incontrare il premier di un'altra nazione? Al massimo, una visita all'estero può essere giustificata per incontrare il ministro omologo o per partecipare ad un evento relativo alla propria attività istituzionale. Ovviamente, si sta parlando di una visita di Stato, visto che nessuno potrebbe criticare il cittadino Salvini per i suoi viaggi, dovunque desiderasse andare.

Invece Salvini, in qualità di ministro, va in Israele ad incontrare il premier Netanyahu, come se fosse il presidente del Consiglio di un Governo da lui presieduto. E forse, dopo tutto, questo è quello che Salvini vuol far credere agli italiani, visto anche che domenica scorsa ha incontrato gli imprenditori del nostro Paese per parlare di economia!

L'altro interrogativo è di carattere politico ed è relativo al presunto fascismo di Salvini. Che a lui piaccia o no, Salvini ed il suo partito (anche) all'estero sono classificati come di estrema destra, se non addirittura fascisti.

Come riporta il quotidiano Haaretz, in una recente intervista alla CNN il presidente dello Stato d'Israele, Reuven Rivlin, ha definito la Lega un movimento neofascista e per tale motivo Salvini non dovrebbe essere ricevuto in Israele. Secondo quanto dichiarato da Rivlin, "non si può dire ammiriamo Israele e vogliamo legami con quel Paese, ma siamo anche neofascisti".

Dichiarazione non passata inosservata, tanto che nei giorni scorsi si è detto che Rivlin avrebbe negato un incontro a Salvini, mentre, ufficialmente, entrambe le parti hanno smentito che tale incontro fosse mai stato fissato.

Ma c'è da aggiungere anche che Netanyahu non sembra avere gli stessi scrupoli di Rivlin, considerando che negli ultimi tempi ha incontrato molti leader di estrema destra, come il presidente ceco Milos Zeman, il presidente filippino Rodrigo Duterte, l'ungherese Viktor Orban, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, senza dimenticare che Netanyahu ha dichiarato anche che parteciperà alla cerimonia del giuramento del neoeletto presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

E d'altronde, perché l'opinione pubblica israeliana dovrebbe preoccuparsi se Salvini sia o meno un fascista quando è ormai evidente come Israele pratichi una politica di apartheid nei confronti di chiunque non sia ebreo? E l'apartheid non è certo una politica che sia molto diversa dal fascismo.

Categoria Esteri
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