I Renzi: la nuova banda Bassotti o i nuovi perseguitati?

I Renzi: la nuova banda Bassotti o i nuovi perseguitati?

Perché questo titolo? Perché da quando Matteo Renzi è diventato protagonista della politica italiana, i suoi parenti, pian piano, sono diventati protagonisti anche delle cronache giudiziarie. Non è un'illazione, ma un dato di fatto. Resta da vedere se giustamente o ingiustamente.

Il babbo di Renzi va in chiesa a suonare l'organo durante le funzioni. La mamma è una devota della Madonna di Medjugorje e non appena può va a farvi un pellegrinaggio. La sorella adotta bimbi disabili. Cognati e fratelli si occupano di programmi di cooperazione. Matteo Renzi, infine, dice di essere socialista. Un quadro che forse neppure la fantasia di De Amicis sarebbe riuscito ad immaginare.

Ma le cronache, però, ci dicono anche altro. Prima ci hanno fatto sapere che babbo Tiziano sarebbe coinvolto nell'inchiesta Consip. Poi, babbo e mamma Renzi sono indagati per aver emesso fatture per servizi mai svolti. Adesso, ci hanno informato degli sviluppi di un'inchiesta che, a dire il vero, va avanti da un paio di anni e riguarda i signori Conticini. Che hanno a che fare con Matteo Renzi? Nulla, a parte che uno di loro è però anche suo cognato, dato che ne ha sposato una sorella.

I fratelli Conticini sono entrati nel mirino della Procura di Firenze per alcune operazioni segnalate dalla banca su cui sono state effettuate.

Alessandro Conticini, dopo un'esperienza con l'Unicef ha fondato a Londra una sussidiaria per il Regno Unito dell'associazione filantropica Play Therapy, con la quale ha poi costituito la Play Therapy Africa e, come riporta la cronaca di Firenze del quotidiano Repubblica, fra il 2008 e il 2016 ha raccolto circa 10 milioni di dollari di fondi destinati ai bambini africani.

Gran parte di questi fondi sono stati donati da Operation Usa, che ha versato alla Play Therapy Africa 5,5 milioni di dollari, e da Unicef che ha donato 3,8 milioni di dollari. Il resto dei 10 milioni proviene da altre organizzazioni umanitarie che hanno versato circa 900 mila dollari. Fin qui niente di male.

Ma dove sorgono i problemi? In relazione al fatto di sapere dove questi fondi siano finiti. Una parte, correttamente, è andata alle persone che hanno prestato la loro opera per Play Therapy. Però, una parte di quei fondi non sembra andata ai legittimi destinatari: i bambini africani.

Sempre secondo quanto riporta Repubblica, sui conti correnti di Alessandro Conticini presso la Cassa di Risparmio di Rimini, sono transitati – in base a ciò che sostiene l'accusa - quasi 6,6 milioni di dollari provenienti dalle donazioni di cui si è accennato in precedenza. Di tali soldi, una parte è stata utilizzata nel 2015 per la sottoscrizione di un prestito obbligazionario di 798mila euro emesso da una società dell'isola di Guernsey, una parte - tra il 2015 e il 2017 - sono serviti per fare un investimento immobiliare in Portogallo per un importo di circa 2 milioni di euro.

Ma perché di 10 milioni di euro destinati ai bimbi in Africa, 6,6 milioni sono finiti sui conti di Alessandro Conticini e perché sono stati utilizzati per le operazioni sopra descritte? Non solo.

Oltre al fratello Luca, indagato perché poteva operare sia sui conti della Play Therapy Africa che su quelli personali di Alessandro Conticini, è finito sotto inchiesta per riciclaggio anche il fratello Andrea, marito di Matilde Renzi e cognato di Matteo Renzi.

Per quale motivo? Con i soldi di cui sopra, a nome del fratello Alessandro, ha acquistato - sempre secondo quanto riporta Repubblica - anche le quote di tre società: la Eventi 6 della famiglia Renzi, la Quality Press Italia e la Dot Media di Patrizio Donnini e di sua moglie Lilian Mammoliti, legati ai Renzi. Queste operazioni risalgono al 2011. Alla Eventi 6 sono arrivati 133mila euro, alla Quality Press Italia 129mila, alla Dot Media 4mila.

I fratelli Conticini avevano detto alla Procura che avrebbero spiegato tutti gli addebiti e avevano chiesto, per tale motivo, di essere ascoltati in merito. Per questo, la Procura aveva annullato gli interrogatori fissati nel dicembre scorso. Però, il 14 giugno, data fissata per l'incontro, i tre non si sono presentati.

Per quale motivo? Indirettamente, sembra spiegarlo il loro rappresentante legale, l'avvocato Bagattini, che ha dichiarato che nessuno dei donatori dei 10 milioni di euro ha presentato denuncia contro i Conticini.

E perché questo avrebbe a che fare con l'inchiesta? Perché in data 24 aprile 2018 è stato pubblicato il Decreto legislativo n. 36 del 10/04/2018 con cui - dandosi attuazione alla delega di cui all’articolo 1, commi 16, lettere a) e b) e 17 della Legge 23 giugno 2017 n. 103 - è stato modificato il regime di procedibilità per alcuni reati e, tra questi, anche quello di appropriazione indebita.

Pertanto, la Procura potrà procedere contro i signori Conticini solo nel caso in cui almeno una delle associazioni filantropiche che hanno donato i 10 milioni di dollari sporgerà querela per sapere se i loro soldi siano o meno arrivati a coloro per cui erano stati donati.

In proposito, l'UNICEF ha rilasciato una nota in cui ha dichiarato che sta "verificando e valutando nelle sedi opportune gli elementi per attivare eventuali procedimenti legali, anche alla luce delle recenti modifiche normative procedurali introdotte in Italia."

Che cosa ha a che fare Matteo Renzi in questa vicenda? Come si legge dai fatti sopra elencati, in prima persona nulla. E lo ribadisce lui stesso in un post su Facebook in cui, in maniera piuttosto raffazzonata, cerca di far passare i fatti sopra descritti come una bufala, affermando, addirittura, l'insussistenza di prove al riguardo. I fatti riportati sembrano dire altro.



Si può ricavare una morale da tutto ciò? Mettendo insieme tutto quello che le cronache ci hanno fatto sapere in relazione agli affari - in senso generale - della famiglia Renzi a partire dal momento in cui Matteo è diventato segretario del Partito Democratico prima e presidente del Consiglio dei ministri poi, curiosamente o sfortunatamente, dipende dai diversi punti di vista, i suoi membri sono diventati protagonisti veri o presunti di affari e inchieste, spesso multimilionarie.

Come dobbiamo interpretare questa che, di certo, non è da considerare un'illazione, ma un fatto? Il senatore, semplice, Matteo Renzi non solo non lo ha finora spiegato, ma cerca pure di ignorarlo... minacciando, non si sa bene a che titolo, anche querele.

Ma per il ruolo che ricopre, le spiegazioni sono necessarie, se non dovute. Pertanto, rimaniamo in attesa, non si sa mai...

Categoria Politica
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