Ecco che cosa ha detto Susanna Camusso in chiusura alla quarta edizione de Le Giornate del Lavoro

Ecco che cosa ha detto Susanna Camusso in chiusura alla quarta edizione de Le Giornate del Lavoro

Le Giornate del Lavoro 2017, che per questa edizione la Cgil ha organizzato a Lecce, si sono concluse con una intervista pubblica in piazza Sant'Oronzo di Ferruccio De Bortoli al segretario generale Susanna Camusso, che, nelle sue risposte, ha posto l'attenzione sulla prossima legge di bilancio e sulla necessità di non ricorrere più a politiche spot.

Ma Susanna Camusso non ha neppure dimenticato la necessità di riformare il Jobs Act, partendo anche dall'ultimo dato degli infortuni sul lavoro nel 2017, definito drammatico, frutto non di eventi imprevedibili, ma "effetto di un abbassamento generalizzato della soglia di sicurezza."

Un altro tema su cui il segretario della Cgil ha posto l'accento sono state le pensioni: "Nella furia iconoclasta degli ultimi governi, le donne di questo paese sono state tartassate. La loro età pensionabile è stata aumentata di sette anni senza una corrispondente azione di miglioramento delle condizioni di lavoro. ...
Un sistema previdenziale si deve reggere su principi universali. Quindi non si può più gestire in maniera emergenziale, con soluzioni spot che risolvono ogni volta soltanto i problemi di singole platee. Dobbiamo uscire una volta per tutte da questa logica e garantire i diritti a tutti," aggiungendo che le coperture alla spesa pubblica sono arrivati soprattutto, se non solamente, dal risparmio sulle pensioni.

L'intervista ha poi toccato i temi del lavoro e delle modalità scelte per creare strumenti che, condivisibili sulla carta, si sono poi rivelati nella pratica solo dei mezzi di sfruttamento della manodopera, come è risultato per l'apprendistato e l'alternanza scuola-lavoro.

Riguardo ai voucher, Susanna Camusso ha ricordato che gli "strumenti per il lavoro stagionale esistono, mentre i voucher sono solo un pezzo della cultura dominante secondo la quale il lavoro deve essere pagato sempre meno e i diritti non devono esistere. Se continuiamo a considerare così il lavoro, questo Paese non avrà mai un salto di qualità."

Sempre sul fronte del lavoro, ha ricordato che a maggio 2018, scadranno gli ammortizzatori sociali in molte grandi aziende con il rischio di licenziamenti di massa. "È questo quindi, uno dei temi che andrebbero affrontati subito. Perché i processi di trasformazione di questi gruppi sono importanti e non sono ancora finiti, e ora non abbiamo gli strumenti necessari per governarli."

infine, per quano riguarda l'attuale situzione politica in Italia, Camusso ha ricordato che "una cosa è la scelta politica e un'altra è la scelta sindacale. La mia sensazione è che una parte dei nostri iscritti non votino perché non si sentono rappresentati.

È un fenomeno che ci sta preoccupando moltissimo. Certo, anche la sinistra attraverso le sue patologiche divisioni, ha fatto di tutto per creare questa situazione, determinando un rancore verso la politica.

Noi, durante lo scorso congresso, dicemmo che non avevamo avuto bisogno di cambiare nome e bandiera. Perché abbiamo mantenuto una relazione con la nostra storia nonostante la nostra evoluzione. A differenza di molti movimenti politici, continuiamo a sentire il bisogno di un sindacato confederale che rappresenti tutti, attraverso una sintesi. La sinistra non sente più il bisogno di fare questa sintesi e quindi non dà più speranza alle persone. È invece questo il momento di avere una posizione per dare speranza.

La nostra Carta dei diritti è proprio questo: una prospettiva per tutti nel futuro."

Fabrizio Marchesan
nella categoria Economia
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