Il CdM n. 61 approva solo il decreto sicurezza bis: varato il Governo a guida Salvini

Il CdM n. 61 approva solo il decreto sicurezza bis: varato il Governo a guida Salvini

Dopo che si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri n. 61, al termine si è tenuta la conferenza stampa di rito, presenti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vice presidente Matteo Salvini ed il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

E dei 5 Stelle non era presente nessuno? No, i 5 Stelle non c'erano. Perché? Per un motivo molto semplice. L'unico argomento trattato oggi, che fosse di rilievo tra quelli in discussione, riguardava quello relativo a "disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica", in sostanza il cosiddetto decreto sicurezza bis.

Quando Salvini e Di Maio erano ai ferri corti, il decreto sicurezza bis per il Movimento non poteva essere approvato, se non insieme al decreto famiglia. Oggi, invece, il decreto sicurezza bis è stato approvato e del decreto famiglia se ne è persa traccia.

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi su chi sia a tirare le fila del Governo, è impossibile che adesso possa continuare ad averli: Salvini è il nuovo padrone e, come tale, continua ad intestarsi provvedimenti inutili che poi rivende alla folla forcaiola dei suoi sostenitori, tramite tv e social, come se fossero manna dal cielo che cambierà loro la vita.

Che "giggino il bibitaro" possa accettare questo ed altro è più che logico, oltre che certo, per evitare di tornare da dove è partito. Da vedere quanti dei parlamentari del Movimento saranno disposti a fare altrettanto.



Per quanto riguarda i contenuti del decreto sicurezza, la parte più importante è quella voluta per contrastare l'opera di soccorso in mare delle navi delle Ong - quindi per favorire l'annegamento in mare dei migranti - sottolineata con estrema soddisfazione dai membri del "cambiamento" oggi presenti alla conferenza .

Nel provvedimento, si specifica che il ministero degli Interni "può limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica ovvero quando si concretizzano le condizioni di cui all'articolo 19, comma 2, lettera g), limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti, della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare, con allegati e atto finale, fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata dalla legge 2 dicembre 1994, n. 689. Il provvedimento è adottato di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il Presidente del Consiglio dei ministri".

"In caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, notificato al comandante e, ove possibile, all'armatore e al proprietario della nave, si applica a ciascuno di essi la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. In caso di reiterazione commessa con l'utilizzo della medesima nave, si applica altresì la sanzione accessoria della confisca della nave, procedendo immediatamente a sequestro cautelare".

Come un provvedimento del genere possa sposarsi con la norme del diritto internazionale relative al soccorso in mare di naufraghi o persone in difficoltà o pericolo di vita è un mistero che è difficile capire.

Comunque, è facile prevedere che prima o poi se ne occuperà la Consulta (nel caso venga approvato dal Parlamento, considerando che Mattarella firma tutto quel che gli viene proposto, salvo redigere note a margine), che già nei prossimi giorni si esprimerà su alcuni punti del precedente decreto sicurezza.

Categoria Politica
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