Tante criticità e una sola soluzione: un intervento strutturale per il convogliamento delle acque delle acque meteoriche della Piana. Solo così potrà porsi (forse!) la parola fine al fenomeno, che in questi ultimi tempi si ripete con maggiore frequenza per l’intensità delle piogge degli allagamenti. Sino ad allora occorrerà cercare di fronteggiare la questione con interventi tampone legati alla pulizia delle condotte o delle caditoie, obbligando anche enti (Autorità portuale, Ferrovie), che hanno precise competenze sul territorio. Questo quanto emerso nella seduta straordinaria di Consiglio comunale voluta dalla maggioranza proprio per porre fine a polemiche politiche emerse, dopo quanto avvenuto due settimane addietro.

Il sindaco Midili, relazionando dopo gli interventi introduttivi di Antonio Foti, Santi Saraò, Franco Rizzo e Damiano Maisano, ha riferito della progettazione definitiva, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche 2020-2022, già da tempo indirizzata al Commissario del Governo regionale, per l’inserimento nei programmi di finanziamento di interventi cantierabili per l’anno 2021, di un primo stralcio funzionale per circa 18 milioni di euro, riguardante proprio il convogliamento delle acque meteoriche della piana di Milazzo. In merito proprio Foti ha chiesto al primo cittadino aggiornamenti sulle interlocuzioni con i destinatari, sugli eventuali sviluppi e che parte e ruolo ha avuto la deputazione “al fine di fare chiarezza ai cittadini”. Damiano Maisano, nel sottolineare che quello degli allagamenti è un problema, che si trascina da anni, ha ribadito la necessità d’una maggiore attenzione nella pulizia delle caditoie, “tenuto conto che la Caruter ha anche presentato una offerta migliorativa rispetto ai servizi richiesti dal Comune”. Assurdo per Santi Saraò il verificarsi di alluvioni: “in una città, che dovrebbe avere il deflusso delle acque in mare”.

Dallo stesso un cenno anche alle problematiche ascrivibili a scarichi delle ferrovie e dell’autostrada. Franco Rizzo ha invece sottolineato come rispetto al passato la situazione sia migliorata, nonostante le piogge oggi siano più intense e nell’ultima occasione non c’è stato alcun allagamento a Ciantro, dove l’Amministrazione è intervenuta. Midili ha iniziato la sua relazione informando l’Aula che la pioggia del 25 febbraio, per consistenza si colloca all’ottavo posto tra quelle degli ultimi 70 anni “sulla base di dati pluviometrici della Regione siciliana”, ha esordito dicendo di avere riscontrato che nel 1992 le Ferrovie dello Stato impegnavano il Comune a provvedere a effettuare interventi per il convogliamento delle acque, senza che ciò avvenisse, e poi, riferendosi alla questione di via Feliciata, ha parlato di “abitazioni che si allagano anche perché realizzate sotto la sede stradale, chiudendo con le criticità di Largo Buccari e via Tonnara a causa dei mancati interventi dell’Autorità portuale. A seguire il dibattito.

“Questa città da oltre 50 anni è impegnata dalle problematiche alluvionali” – ha detto l’esponente della minoranza Giuseppe Crisafulli – sostenendo che a suo avviso ciò è determinato dalla mancanza di regolare pulizia delle caditoie, griglie e tombini, ed ha sostenuto che “l’Amministrazione ha fatto molto poco per la periferia”. All’Autorità Portuale ha mosso addebiti pure Giuseppe Doddo per gli interventi nel porto: “Una città, che è sul mare, non si può allagare.

Questo è avvenuto perché hanno chiuso il porto”. In chiusura l’intervento di Lorenzo Italiano, che a proposito del convogliamento delle acque ha ricordato che esiste al Comune un progetto redatto dall’ing. Maiolino negli anni ’90, invitando l’Amministrazione a rivolgersi “ai loro rappresentanti politici a Palermo ed a Roma per farselo finanziare”. L’Amministrazione però ha ribattuto che di tale progettualità a Palazzo dell’Aquila non c’è traccia.