I "fascisti" bannati da Facebook hanno deciso di adire le vie legali

I fascisti bannati da Facebook hanno deciso di adire le vie legali

Oltre alla manifestazioni organizzate in giro per l'Italia (Catania, Catanzaro, Caserta, Foggia, Roma, Perugia, Ravenna, Verona, Torino, Milano), "la segreteria nazionale di Forza Nuova ha dato mandato al proprio ufficio legale di procedere contro Facebook Italia per il reato di diffamazione e per tutti i reati relativi all'attentato alle libertà di opinione commessi a danno del movimento.

Inoltre, l'ufficio legale raccoglierà tutte le richieste per danni avanzate dalle migliaia di persone che hanno visto le proprie pagine di interesse lavorativo cancellate".

Sulla stessa linea l'altro movimento neofascista CasaPound che, prima di far partire la causa, ha dato a Facebook tempo due giorni - inviando formale diffida - per ripristinare tutti i profili oscurati. Alquanto improbabile che ciò accada.

Su che cosa verterà l'azione legale dei due movimenti di estrema destra?

Su un paradosso, basato sull'articolo 21 della Costituzione quando recita che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Poiché i due movimenti sono stati ammessi a partecipare alle elezioni, ricevendo anche centinaia di migliaia di voti, può Facebook, a cui sono iscritti 31 milioni di italiani, impedire loro il diritto di esprimersi?

Il paradosso è rappresentato in parte dalla logica legittimità del quesito - al di là delle possibili valutazioni di carattere tecnico legale - ed in parte dal fatto che tutto ciò nasce dal motivo che quei due movimenti avrebbero dovuto essere sciolti da tempo, proprio in base alla Costituzione, perché organizzazioni fasciste, come i loro appartenenti (a volte tra i denti, a volte apertamente) hanno più volte ammesso, specie negli ultimi mesi.

Da tempo lo aveva chiesto l'Anpi ed è tornata a chiederlo tuttora tramite la sua Presidente, Carla Nespolo: "Lo ribadisco: si sciolgano le organizzazioni fasciste. La provocazione dei saluti romani sotto il Parlamento (alla manifestazione oprganizzata lunedì scorso da Fdi e Lega) è l'ennesima prova che siamo di fronte ad un fenomeno che va fermato. Bene ha fatto Facebookm ad oscurare le pagine di CasaPound e Forza nuova. Ora mi appello al Governo e alla magistratura: basta tentennamenti, stop ai partiti e ai gruppi fascisti. Applichiamo fino in fondo la Costituzione".

Categoria Cronaca
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