Ballottaggi a sindaco: i duelli in tv di domenica

Ballottaggi a sindaco: i duelli in tv di domenica

Fino a ieri, dalle parti del Nazareno, facevano intendere che i candidati sindaco dei 5 Stelle fuggissero il confronto con gli sfidanti del PD perché non avevano contenuti oppure, nel caso li avessero, erano tanto assurdi da non essere in grado di sostenerli.
Ieri, nella trasmissione in mezz'ora di Lucia Annunziata, modificata di fatto in una trasmissione di un'ora e  mezza, si sono confrontati faccia a faccia gli sfidanti ai ballottaggi per le amministrative 2016 delle città di Milano, Torino e Roma.
Mettiamo da parte Milano per qualche istante e prendiamo in esame il confronto tra Appendino-Fassino e Raggi-Giachetti.

La comunicazione del PD ci illustrava le  candidate a 5 Stelle come delle complottiste concentrate sulle scie chimiche o altri temi analoghi al guinzaglio di Grillo o della Casaleggio associati. Invece, alla prova dei fatti, abbiamo potuto assistere all'esatto contrario.

Due donne competenti e sempre sul tema hanno dibattutto, ribattuto e proposto contenuti e analisi sull'andamento delle rispettive città in cui sono candidate, perfettamente a proprio agio davanti alle telecamere e per nulla intimorite da un dibattito sulla tv nazionale.

E tanta era la loro sicurezza da aver fatto risaltare una certa titubanza da parte di Fassino ed un livore a stento sopito da parte di Giachetti, due politici di indubbia esperienza che dovrebbero essere più avvezzi nel saper parlare, specialmente in tv.
La forza dei contenuti ha sostenuto  nel confronto la Appendino e la Raggi? Saranno gli elettori a dirlo con il giudizio delle urne, certo è che entrambe hanno dibattutto, confermato e soprattutto spiegato con i fatti le loro posizioni, senza tentennamenti e con estrema decisione. 

Diverso è sembrato il dibattito tra Sala e Parisi per il confronto sulla corsa a sindaco di Milano. Entrambi sono  candidati che vengono dallo stesso ambiente, quello di centrodestra, con l'unica differenza che, incredibilmente, Sala corre per rappresentare gli interessi del centrosinistra.

Entrambi i candidati hanno lavorato in precedenti amministrazioni comunali di Milano riferibili all'area di centrodestra. Addirittura, Sala è stato consulente dell'amministrazione Moratti, nonostante, per tutto il suo intervento dall'Annunziata, abbia cercato di non ricordarlo agli elettori, tentando in ogni momento di autenticarsi come credibile rappresentante per gli elettori che al primo turno hanno votato per il candidato di sinistra.

Chiunque vinca il duello, per Milano  cambierà poco. Entrambi sono due candidati espressione della stessa area di riferimento con l'anomalia di Sala che, per motivi formali più che di contenuto, cerca di farsi passare come un candidato di sinistra!
Peccato che ieri non sia stato possibile assistere anche ad un confronto tra Merola (PD) e Borgonzoni (Lega) per Bologna. Perché il risultato finale sia scontato? Secondo l'Istituto Cattaneo, il sindaco uscente del PD con il suo quasi 40% avrebbe già fatto il pieno dei consensi, mentre la sfidante può attingere al bacino dei 5 Stelle, del centrodestra e dei centristi che fanno riferimento al ministro Galletti che, a sorpresa, non ha invitato a votare Merola!

Ritornando alla sfida 5 Stelle PD, il partito di Renzi, nonostante le dichiarazioni del suo segretario, mostra tutto il suo timore ed il suo disagio per un possibile esito negativo al ballottaggio.

La ministra Boschi, che ormai ha assunto il ruolo di pasionaria, ha sostituito il segretario presidente nel ruolo di sostenitore dei candidati del partito e prova ad attaccare i "nemici" a 5 Stelle ad ogni occasione.
Così, ieri, in un'intervista su Sky, la ministra delle Riforme diceva a Maria Latella che Torino avrebbe perso 250 milioni stanziati dal Governo nel caso in cui l'Appendino fosse diventata sindaco di Torino.
Ne è nato un dibattito su Twitter in cui la ministra, con le solite precisazioni, ha dovuto rimangiarsi quanto aveva detto in precedenza. E che sia stato un autogol lo dimostra l'articolo de l'Unità che riassume l'intervista della ministra, senza fare accenno all'accaduto.

Tra Raggi e Giachetti ha tenuto banco il tema Olimpiadi, dove la candidata a 5 Stelle ha confermato la propria posizione di sostanziale chiusura, pur ricordando che l'attuale dibattito sui costi dell'evento deve essere integrato da cifre reali che i sostenitori della candidatura di Roma non hanno ancora fornito e che lo faranno solo tra qualche mese, come confermato anche in un servizio andato in onda su Sky.

E proprio su questo argomento, l'interveto di Giachetti è sembrato molto più ideologico rispetto a quello della Raggi che faceva notare la difficile sostenibilità di un evento che nelle ultime esperienze ha portato solo la certezza dei costi, sempre maggiori rispetto alle previsioni, rispetto all'indeterminatezza dei ritorni. Senza dimenticare il debito di Roma superiore ai 13 miliardi!

E poi come fa Giachetti a sostenere una candidatura olimpica parlando della magia di Abebe Bikila che vinceva a piedi nudi la maratona di Roma 1960, quando è nato un anno dopo?

Monica Maggiolini
nella categoria Politica
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