La premier de noantri ha compiuto una nuova grande impresa da aggiungere alle ormai infinite fughe che caratterizzano la sua azione di governo.

La nuova fuga, a gambe levatissime, è quella relativa al caso Paragon per il quale ha ordinato ai suoi sottoposti di mettere il segreto di Stato, per evitare di aggiungere ulteriore discredito al governo del discredito di cui è premier.

Ecco che cosa il presidente della Camera ha scritto oggi al deputato Fratoianni per informarlo che il governo Meloni non intende più rispondere sul caso Paragon... né alle interrogazioni di Alleanza Verdi Sinistra, né al Question Time che altre forze di opposizione avevano depositato per domani sullo stesso tema.

La premier senza vergogna Giorgia Meloni ha messo il segreto di Stato sul caso Paragon

"Una notizia gravissima che disegna uno scenario inquietante", sostiene Fratoianni. "Non è tollerabile, in una democrazia parlamentare, che non vengano fornite le risposte richieste dalle opposizioni su un caso di spionaggio ai danni di categorie protette come i giornalisti e attivisti o oppositori politici.È come dire che il Governo è libero anche per il futuro di violare la privacy di chiunque senza dover spiegare le ragioni dell’accaduto e senza doverne rendere conto ai cittadini e all’opinione pubblica.Non accetteremo che la discussione venga secretata e limitata al solo Copasir, dal quale per altro il nostro gruppo parlamentare è escluso. Il Governo deve venire in aula e dare risposte esaustive.In gioco c’è la qualità della nostra democrazia: se qualcuno a Palazzo Chigi pensa di trasformare l’Italia in una post-democrazia in cui vengono azzerate tutele e libertà sappia che non glielo lasceremo fare".

Non c'è da meravigliarsi della gravità di quanto è accaduto, anzi è tutto normale. Per capirlo, è sufficiente chiamare le cose con il loro nome. Il governo Meloni non ha nulla a che fare con il conservatorismo, perché è un governo (post) fascista. Pertanto, definendolo per quel che è, perché stupirsi se mette il segreto di Stato per nascondere che "qualcuno" alle sue dipendenze ha messo sotto sorveglianza, senza giustificazione alcuna, i telefoni di giornalisti e attivisti?