Il fastidio dei 5 Stelle per la protesta dei sindacati contro il provvedimento che penalizza le pensioni a partire da 1500 euro

Il fastidio dei 5 Stelle per la protesta dei sindacati contro il provvedimento che penalizza le pensioni a partire da 1500 euro

Questo venerdì i pensionati, su invito dei sindacati che li rappresentano, sono scesi in piazza per protestare contro quella definita come un'ennesima vessazione nei confronti della loro categoria: l'intervento da parte del Governo nella legge di bilancio, volto a penalizzare l'adeguamento all'inflazione per le pensioni a partire da 1.500 euro lordi.

Così, SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL hanno manifestato davanti a tutte le prefetture d'Italia contro l'ipocrisia del Governo che "con una mano sembrerebbe dare, ma che con l'altra certamente toglie".

La protesta non è stata per nulla ignorata e tanto meno digerita dalla componente gialla dell'esecutivo che sul proprio blog ha pubblicato un post con il quale vuole dimostrare "tutta la verità sulla pensioni", attaccando "alcuni sindacati, quelli rimasti muti quando i partiti distruggevano i lavoratori e votavano la Legge Fornero".

Secondo i 5 Stelle, i tre principali sindacati italiani che rappresentano milioni di pensionati, descritti quasi come marginali, starebbero raccontando inesattezze se non falsità, ingannando i loro iscritti sul reale contenuto del provvedimento che li riguarda.

Secondo loro la mancata indicizzazione delle pensioni non costerebbe nulla ai pensionati. Anzi nel post vengono mostrate delle tabelle in cui le pensioni aumentano.

Ma sant'iddio! I 5 Stelle ci sono o ci fanno? È ovvio che la mancata indicizzazione non diminuirà gli assegni che, anzi, continueranno ad aumentare... ma non certo di quanto avrebbero dovuto, tanto che in tre anni saranno almeno 2,5 i miliardi di euro in meno che non finiranno in tasca ai pensionati. Ma non è detto che tale cifra possa addirittura anche essere superiore. Ma del costo complessivo del provvedimento i 5 Stelle nel post non ne fanno menzione.


Il segretario generale dello Spi Ivan Pedretti, in un'intervista a La Stampa, ha ricordato che «il blocco della rivalutazione fu introdotto nel 2011 da Monti e oggi viene ribadito dal governo Lega-Cinque Stelle. Con l'accordo del 2016 avevamo riconquistato il meccanismo di rivalutazione del 2000, più equo. Dunque c'è un netto peggioramento della situazione.

Un pensionato perde oggi a causa del blocco della rivalutazione, ma perde anche per il futuro, perché considerando l'aspettativa di vita e l'inflazione, vede ridursi il potere d'acquisto della sua pensione.»

Eppure non è un concetto tanto difficile da comprendere... ma nonostante ciò i grillini ed il loro presidente del Consiglio fanno finta di non comprenderlo.

Categoria Economia
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