Open Arms, rotta su Lampedusa dopo la sospensione del TAR del decreto sicurezza

Open Arms, rotta su Lampedusa dopo la sospensione del TAR del decreto sicurezza

Il TAR del Lazio, ha scritto sul proprio profilo Twitter il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, ha accolto la nostra richiesta di sospensiva contro il decreto sicurezza bis di Salvini, che proibisce l'ingresso di navi umanitarie nelle acque territoriali italiane senza autorizzazione, con la minaccia di una multa che può arrivare fino ad 1 milione di euro.

Il decreto è sospeso e la Open Arms ha puntato la prua verso il porto sicuro più vicino, quello di Lampedusa, con quasi 150 persone (alcune sono state portate a terra per motivi sanitari) da 13 giorni in mare in attesa di poter sbarcare.

Questa la risposta del ministro dell'Interno Salvini: "C'è un disegno per tornare indietro ed aprire i porti italiani, per far tornare l’Italia ad essere il campo profughi d'Europa.

Ditemi se è normale che una nave Ong spagnola in acque maltesi si rivolga ad un avvocato di un tribunale amministrativo per chiedere di sbarcare sulle nostre coste!
Nelle prossime ore firmerò il mio NO perché complice dei trafficanti non voglio essere".

Ma il No di Salvini, per essere valido, deve ricevere l'approvazione del ministro dei Trasporti, di quello della Difesa, senza dimenticare il parere del premier Conte che, come aveva fatto sapere lo stesso Salvini, gli aveva già scritto nei giorni scorsi per favorire lo sbarco.

Adesso, il ministro dell'Interno, con i rilievi di Mattarella comunicati al momento della firma del decreto sicurezza bis e senza il consenso degli altri ministri (impossibile immaginare che adesso Toninelli e Trenta firmino un atto per far piacere a Salvini) ha in mano una pistola scarica che, nel caso volesse tentare di usare, lo porterebbe pure a rischio di violare la legge.

Una situazione paradossale. Il ministro che aveva fondato la sua fortuna sulla propaganda dell'odio, nel momento in cui cerca di "monetizzare" il consenso rischia di ritrovarsi con in mano un pugno di mosche.

La sezione del TAR presieduta da Leonardo Pasanisi ha rilevato "un eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale in materia di soccorso in mare". Il tribunale ha inoltre riconosciuto che il soccorso è avvenuto in condizioni "di eccezionale gravità e urgenza". Secondo l’avvocato Arturo Salerni che cura gli interessi della Open Arms, per la nave non ci saranno sanzioni: "Potrebbero ora non farci sbarcare, ma se dovessero farlo ricorreremo di nuovo al Tar e al tribunale dei minori di Palermo. Abbiamo insistito sull’illegittimità del decreto e sulla sua incostituzionalità nel ricorso che abbiamo presentato e il tribunale ha ritenuto di darci ragione", aggiungendo che, dopo questo pronunciamento "anche altre situazioni simili come quella della Ocean Viking potranno ricorrere allo stesso strumento".

Di seguito è possibile avere l'ultima posizione sempre aggiornata della Open Arms...

Categoria Cronaca
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