Trump al CPAC 2019: le offese per mascherare insicurezza e preoccupazione

Trump al CPAC 2019: le offese per mascherare insicurezza e preoccupazione

All'appuntamento annuale del Conservative Political Action Conference (CPAC) - a cui quest'anno è stata invitata, nientepopodimeno che, Giorgia Meloni a parlare di sovranismo, di democrazia (sic!), di lotta contro il pensiero unico - è intervenuto anche l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Durante il suo intervento al CPAC 2019, che si è svolto a Oxon Hill in Maryland, Trump si è dimenticato di essere il presidente degli Stati Uniti - non proprio una novità - e più che in altre occasioni ha dato così libero sfogo al Trump non istituzionale, quello tanto amato dal popolo del midwest - quello dell'America più profonda che ad uno sconosciuto che ritiene sospetto prima spara e poi nel caso sia sempre vivo gli chiede cosa voleva - e dai sovranisti di casa nostra.

Trump deve cominciare a fare i conti con il nuovo appuntamento con le presidenziali, visto che i democratici stanno iniziando a "scaldare" i motori e, al tempo stesso, deve affrontare i temi correnti relativi all'attuale mandato. Un doppio ruolo di cui al CPAC abbiamo avuto un antipasto del modo in cui verrà affrontato.

L'incontro con il leader coreano è stato un mezzo fallimento? Non è così per Trump, che ha dichiarato che i colloqui con Kim Jong Un sono stati comunque produttivi, senza specificare però il perché.

In difficoltà sulla politica estera, Trump è anche sotto scacco in quella interna, poiché nei prossimi giorni il Procuratore speciale Mueller consegnerà il suo rapporto sul Russiagate al Procuratore Generale William Barr.

E così, preoccupato dei contenuti dell'inchiesta e delle conseguenze politiche, Trump ha sfogato la propria rabbia utilizzando toni derisori e offensivi nei confronti di coloro che direttamente o indirettamente l'hanno promossa e supportata: l'ex Procuratore Generale Jeff Sessions, l'ex direttore dell'FBI James Comey, il vice procuratore generale Rod Rosenstein - ancora in carica, ma che dovrebbe dimettersi entro la metà di marzo - e, naturalmente, il suo ex avvocato Michael Cohen, che ha parlato, senza entrare nel dettaglio, di nuove violazioni della legge da parte di Trump durante una recente testimonianza davanti al Congresso.

E non sono neppure mancate critiche becere alle iniziative politiche dei democratici, deridendo un loro piano ambientale rivolto a contrastare il problema del cambiamento climatico, perché, tra i provvedimenti, sono inclusi la riduzione dei voli aerei e quella del consumo di carne bovina. Una follia per Trump che ha annunciato scintille nella prossima campagna elettorale per le presidenziali del 2020.

Trump, infine, ha più volte sottolineato che, comunque, non riusciranno a farlo fuori con le str...te (bullshit), riferendosi all'inchiesta di Mueller.

Trump è uno degli esempi a cui i cosiddetti sovranisti italiani (e non solo loro) fanno riferimento e da cui prendono ispirazione.

Categoria Esteri
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