È colpa di Putin se Renzi ha perso il referendum sulla riforma costituzionale

È colpa di Putin se Renzi ha perso il referendum sulla riforma costituzionale

«In France, the widespread knowledge of Russia’s prior involvement in the U.S. campaign somewhat lessened the Kremlin’s first-mover advantage. But Russia has hardly given up, and it has taken similar steps to sway political campaigns in a wide range of European countries, including for referendums in the Netherlands (on Ukraine’s integration with Europe), Italy (on governance reforms), and Spain (on Catalonia’s secession). Russian support for Alternative for Germany, a far-right party, aimed to increase the group’s vote totals in last fall’s parliamentary elections by amplifying its messaging on social media. A similar Russian effort is now under way to support the nationalist Northern League and the populist Five Star Movement in Italy’s upcoming parliamentary elections. Further down the road, the U.S. midterm elections in 2018 and the presidential election in 2020 will present fresh opportunities for Russian meddling.»

Quanto sopra riportato è un paragrafo dell'articolo How to Stand Up to the Kremlin scritto da Joseph R. Biden Jr. e Michael Carpenter, pubblicato lo scorso 5 dicembre sulla rivista Foreign Affairs.

In pratica secondo Michael Carpenter e, soprattutto, Joe Biden, vice presidente degli Stati Uniti dal 2009 al 2017, la Russia di Putin - tra gli altri - avrebbe influenzato il voto relativo al referendum sulla riforma costituzionale del 2016 e farà altrettanto con il voto delle politiche del 2018, sostenendo Lega e Movimento 5 Stelle.

In che modo la Russia di Putin abbia fatto perdere Renzi nel dicembre del 2016 ed in che modo sosterrà Lega e 5 Stelle alle prossime elezioni, Carpenter e Biden non lo hanno spiegato. Ma questo non è servito ad evitare che si scatenassero le polemiche.

Scontate le proteste di leghisti e pentastellati che smentiscono e chiedono su quali basi siano state rilasciate tali affermazioni, dall'altro versante, quello del PD, si cerca di cavalcare l'assist parlando di una Clamorosa rivelazione di Biden, come scrive l'organo ufficiale del partito, Democratica.

Ma anche dalle parti del Pd, dopo aver gonfiato la notizia riportata dalla Stampa in un articolo di Paolo Mastrolilli, a cui qualche "uccellino" deve evidentemente averla suggerita, ci si cautela dichiarando che "se le affermazioni dell’ex numero 2 della Casa Bianca venissero prima o poi confermate ci troveremmo di fronte a inaudite interferenze sul corso della politica democratica di Paesi sovrani."

Per l'appunto... se! Dalle parti del Pd, quando conviene, se c'è da metter legna sul fuoco non si bada tanto al sottile e si dà risalto ad una notizia che qualunque giornale degno di tal nome non avrebbe mai scritto senza che fosse supportata da prove concrete. Stessa considerazione vale per La Stampa che l'ha ripresa e fatta conoscere anche in Italia.

Ma che cos'è Foreign Affairs? È una rivista "particolare" che si occupa di politica estera in generale e, soprattutto, della politica estera degli Usa. Perché particolare? Perché è l'organo del CFR, Council on Foreign Relations, una delle numerose organizzazioni i cui membri sono persone che fanno o hanno fatto parte del mondo della politica, degli affari, del giornalismo, ecc. Insomma uno dei tanti, innumerevoli, think thank che non solo vogliono spiegarci come andrà il mondo, ma che fanno anche di tutto perché il mondo vada come loro hanno predetto.

E allora, visto che siamo in tempi di fake news e di sano complottismo, perché non adeguarvisi? Il CFR pubblica l'articolo con la notizia da ribattere. La Stampa viene avvertita e a sua volta la rende pubblica in Italia, senza verificare che le informazioni in essa contenute siano, anche vagamente, documentate. Motivo? Fare un favore a Renzi che è il pupillo o la marionetta dei democratici americani. È curioso infatti vedere certi collegamenti. A questo punto, infatti, potrebbe anche esser spiegato il perché Matteo Renzi, appena eletto sindaco di Firenze, finì sulla copertina di Time (edizione europea). Una sponsorizzazione non da poco, visto che al tempo il politico fiorentino era un signor nessuno. Chi era il direttore di Time in quel periodo? Richard Stengel che, a partire dal 2014, finisce nello staff del presidente degli Stati Uniti Barack Obama che a sua volta, prima di lasciare il proprio mandato, offre la cena di Stato (l'ultima da presidente) proprio a Matteo Renzi.

Che cosa ho dimostrato? Nulla, solo una serie di circostanze e delle coincidenze. Non posso dire che Matteo Renzi sia un burattino al servizio di qualche think thank americano, ma almeno, a differenza di quanto scritto da Biden e riportato dai media italiani, non solo non lo affermo, ma almeno ho pure citato dei fatti!

A proposito... al referendum costituzionale ho votato no, perché il contenuto dei titoli del referendum che riassumevano le modifiche fatte alla costituzione non solo era pessimo nella sostanza, ma pure incomprensibile nella forma, tanto da sembrare scritto con i piedi. Non c'era bisogno dell'aiuto di Putin per non votare Sì... era sufficiente quello di un qualsiasi libro di grammatica.

Categoria Politica
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