Salvini e l'ebbrezza ministeriale

Salvini e l'ebbrezza ministeriale

Alcune espressioni, di per sé già stupide, diventano infelici ed inopportune se pronunciate solo per il gusto, non meno idiota, di voler apparire agli altri risoluto e provocatore.

Se poi, in un soggetto che per sua natura ha già la propensione ad essere tracotante si aggiunge la ebbrezza da potere, allora il mix diventa malefico ed incontenibile.

È un po’ quello che si può notare, da qualche settimana, nel modo di parlare e di agire di Matteo Salvini, neo ministro degli interni.

Oddio, Salvini si è sempre comportato un po’ come un "bravo" manzoniano ma le sue spavalderie, fino ad ieri, erano solo esternazioni verbali che, per nostra fortuna, non compromettevano l’Italia.

Oggi, invece, come ministro della Repubblica ad ogni sua parola viene dato ampio risalto dai media non solo italiani.

Quel che è peggio, però, è che come ministro può prendere anche decisioni che influenzano fatalmente l’immagine e la politica nazionale.

Qualche esempio tanto per non rimanere sul vago.

Domenica, dopo una navigazione perturbata di oltre 800 miglia, nel porto di Valencia è finalmente approdato il convoglio delle tre navi, Aquarius, Dattilo e Orione, con il loro carico di 629 migranti salvati dal naufragio al largo delle coste libiche.

Uomini, donne e minori che per nove lunghi giorni hanno avuto come unico giaciglio il ponte in acciaio delle navi che li ospitavano.

Ebbene, quando ad un giornalista che voleva sapere della destinazione Valencia Salvini ha avuto il pessimo gusto di rispondere: “di certo non possono scegliere loro dove concludere la crociera”, mi sono augurato che quanto prima il destino riservi al ministro la goduria  di trascorrere, con i figli Federico e Mirta e la sua compagna, una lunga “crociera” nelle stesse disperate condizioni vissute da questi 629 disgraziati.

Solo allora il neo-ministro potrà esternare tutte le stupidaggini che gli usciranno dalla bocca.

C’è un’altra idiozia, però, che in questi giorni Salvini ama ripetere a gogò ancora a proposito degli sbarchi di migranti: “da oggi è finita la pacchia”.

Nell’ascoltare queste parole insensate non si può non ripensare alle immagini di quelle centinaia di migranti che sgobbano per 12 ore al giorno per la miserevole paga di 3 euro l’ora più un panino, nelle campagne di Marsala, o Mazara del Vallo, o Gioia Tauro,  per poi ritornare in baraccopoli fatiscenti senza acqua e servizi.

Ora, poiché per il ministro Salvini questi disgraziati vivono questa “pacchia” e,  come va affermando da anni, ruberebbero anche il lavoro agli italiani, mi domando perché mai non abbia ancora emanato il suo primo decreto urgente per rispedire nei loro paesi questi migranti che si sollazzerebbero nei campi, per sostituirli con giovani brianzoli disoccupati che possano godersi loro quella pacchia.

Ma l’ebbrezza ministeriale gli sta facendo perdere il senso della realtà e del suo ruolo.

Così, buggerando milioni di gonzi ai quali ha raccontata la fregnaccia di aver bloccato il flusso di migranti in Italia, i quali invece continuano a sbarcare a centinaia ogni giorno dalle navi della Guardia Costiera e della Marina Militare, è riuscito anche a mettersi contro la Tunisia e la Francia, la Spagna e Malta, tanto per non smentirsi.

Credo, però, che siamo solo agli inizi perché nelle ultime ore Salvini ha dichiarato di voler censire i rom, di voler impedire l’approdo nei porti italiani alle navi che trasportano grano canadese o riso cambogiano, etc.

Per questo mi domando: forse Salvini si sta ispirando a quel modello di regime totalitario che nel XX secolo impose all’Italia le leggi razziali e l’autarchia?

Categoria Politica
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