Il parallelismo tra i casi Siri e Savoini e l'assurda dichiarazione del movimento 5 Stelle

Il parallelismo tra i casi Siri e Savoini e l'assurda dichiarazione del movimento 5 Stelle

Dallo stallo alle stelle? Macché! Piuttosto dalle stelle alle stalle. Qualcuno ricorda il caso Siri? Siri era il sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in quota Lega, che si è dimesso dal suo incarico nel Governo nel maggio scorso, a causa dell'insistenza del Movimento 5 Stelle.

Il motivo? Siri è coinvolto in un'inchiesta della magistratura per presunti collegamenti con un imprenditore che opera nel settore delle energie rinnovabili che, a sua volta, opererebbe per conto di un mafioso legato al boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro.

Onestà, onestà... dimissioni, dimissioni... Questo è ciò che i 5 Stelle hanno iniziato a urlare sui media in relazione al sottosegretario Siri che, invece, la Lega ha cercato in ogni modo di supportare e tutelare. Inutilmente, però, anche per le dichiarazioni del premier Conte.

Quindi, i 5 Stelle hanno ottenuto che un possibile esponente della Lega non facesse più parte del loro Governo perché potenzialmente collegato o collegabile alla mafia.


Adesso però i 5 Stelle devono aver completamente cambiato idea, riguardo possibili influenze o pressioni esterne sul Governo di cui fanno parte o, perlomeno, non ritengono che siano un problema nel caso vengano esercitate dalla Russia di Putin!

Gianluca Savoini, in base a quanto lui stesso dice di sé è giornalista, presidente dell'Associazione culturale Lombardia Russia, direttore responsabile della rivista politico-culturale "Logos" ed, infine, esperto di geopolitica.

Al i là di cos'altro faccia, una parte importante del suo lavoro, in base a quello che lui ha comunicato sul suo profilo social è stato, negli ultimi anni e fino a qualche giorno fa, quello di supportare la Lega in generale e Matteo Salvini in particolare, ed in particolar modo i rapporti con la Russia... eccone alcuni esempi:

30 ottobre 2018: All'assemblea del partito "Russia Unita" ho incontrato il segretario del partito per i rapporti esteri, il senatore Andrey Klimov, che ha sottolineato come, grazie a Salvini, l'Italia è un partner primario per Mosca.

27 novembre 2018: Con il Presidente Commissione Attività produttive di Regione Lombardia, Gianmarco Senna (Lega), saremo in delegazione a Mosca e Kazan nei prossimi giorni per mantenere i buoni rapporti con la Russia e favorire gli interessi italiani.

22 dicembre 2018: Intervistato dall'agenzia stampa russa Sputnik ribadisco che con Putin si deve dialogare per il bene dell'Italia e dell'Europa sovrana e non schiava delle elites globaliste e finanziarie.

28 aprile 2019: La collaborazione con la Russia è fondamentale per affrontare il vero nemico della nostra civiltà cristiana, l'estremismo islamico (non l'Islam in quanto tale).

4 luglio 2019: Con grande piacere ho partecipato alla cena governativa in onore della visita di Vladimir Putin in Italia.


Lo stesso Savoini si era poi speso per organizzare la visita di Salvini a Mosca dello scorso 17 ottobre. Ecco che cosa diceva quel giorno a Mosca Matteo Salvini, come riportato dal Corriere:

«In Russia mi sento a casa mia mentre in alcuni paesi europei no».

«Grazie alle sanzioni Francia e Germania stanno aumentando quote di mercato, quindi per superare le sanzioni ci sono come alleati i paesi mediterranei. Poi bisogna superare la diffidenza storica comprensibile dei paesi baltici e dei paesi dell’est come la Polonia. E ovviamente c’è anche da superare ritrosia dall’altra parte dell’Atlantico».

«Chi parla a sproposito di Europa oggi fra qualche mese cambierà residenza e mestiere, dobbiamo portare pazienza ancora qualche mese» ...«i problemi nel 2018 si risolvono sedendoci al tavolo non coi carri armati ai confini».

«Il jolly del veto in Europa ce lo possiamo giocare una volta sola. C’è la questione del bilancio Ue, la questione delle migrazioni e la manovra, che se ce la bocciano non so cosa giocarmi ma andremo avanti lo stesso».

«Contiamo che a Bruxelles siano abbastanza intelligenti da capire che hanno esagerato e che fra Ue, Italia e Russia bisogna tornare ad avere buoni rapporti».

«Se qualcuno ha sbagliato questo qualcuno paga, però farla pagare a centinaia di milioni di cittadini e ai piccoli e medi imprenditori mi sembra una follia».


Il giorno dopo Savoini si intratteneva all'Hotel Metropol per trattare un modo per finanziare la Lega di Matteo Salvini utilizzando la vendita di petrolio russo. Insieme a Savoini, due italiani. I tre avevano di fronte tre interlocutori russi. A parte Savoini chi fossero gli altri cinque ancora non è possibile saperlo. Non è possibile neppure sapere se quanto pattuito sia mai stato poi portato avanti o meno.

Savoini smentisce i finanziamenti, ma non l'incontro. Salvini dice pure di non ricordarsi se Savoini fosse con lui in Russia 17 ottobre, di non sapere dell'incontro e di non aver chiesto ad altri di chiedere soldi per la Lega... oltre di rifiutarsi di presentarsi in Parlamento per chiarire sulla vicenda.

Ma se Savoini è per Salvini quasi un estraneo, che ci faceva alla cena governativa in onore della visita di Vladimir Putin in Italia?


Dopo queste premesse uno si aspetterebbe che da parte dei 5 Stelle si chiedessero se non le dimissioni di Salvini almeno un chiarimento sulla vicenda, anche in base ai rapporti che legano Salvini a Savoini, proprio in relazione alla Russia.

E così per il movimento 5 Stelle, mentre per il caso Siri le possibili influenze della mafia sul Governo erano intollerabili, invece le possibili influenze della Russia sul Governo, con il tramite di tutti i ministri leghisti, sarebbero comunque accettabili...

È questo che ha detto il movimento 5 Stelle con la nota seguente dove, addirittura, si dà quasi per scontato anche che quanto riportato da BuzzFeed.com sia tutto vero:

"Il MoVimento 5 Stelle fa l'interesse degli italiani, non di altri Paesi!

In queste ore leggiamo di presunti finanziamenti provenienti dalla Russia e indirizzati alla Lega. Leggiamo di possibili querele e tutti ci chiamano per sapere la nostra posizione. La nostra posizione è semplice e l'abbiamo sempre ribadita: al MoVimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori. Sono mondi che proprio non ci appartengono e ne siamo orgogliosi. Avere le mani libere significa questo: non rispondere a nessuno di questi colossi, così come non ci facciamo piegare dai Benetton sulla tragedia del Ponte Morandi.

Il MoVimento 5 Stelle risponde solo ai cittadini, dipende da loro. Punto!

Quindi queste storie non ci sfioreranno mai e non devono, ovviamente, nemmeno sfiorare il governo!
Sia chiara una cosa: l'Italia è un Paese autonomo e chi si candida a rappresentarla deve fare l'interesse dell'Italia, non di altri Paesi. Che questi si trovino a Est od Ovest fa poca differenza. Che vendano Vodka o Coca Cola non importa.

Noi siamo liberi e lo resteremo.

Noi spieghiamo sempre nel dettaglio ogni cosa, inoltre, e ci aspettiamo che tutte le forze politiche facciano lo stesso. Si chiama trasparenza ed è il minimo sindacale!"

A leggere questa incredibile dichiarazione la domanda sorge spontanea: il movimento 5 Stelle è un movimento di persone incapaci d'intendere oppure un movimento di disperati che non vogliono rinunciare ad un seggio in Parlamento?

Categoria Politica
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