Nature smonta il tema vaccini utilizzato da Renzi in campagna elettorale

Nature smonta il tema vaccini utilizzato da Renzi in campagna elettorale

Nature, international journal of science, in un articolo del 17 gennaio, commenta in questi termini la legge del governo francese sulla vaccinazione obbligatoria entrata in vigore all'inizio dell'anno: «... in un paese in cui "liberté" è uno dei tre pilastri del motto nazionale, la legge, imposta senza alcuna cautela, potrebbe dare un risultato diverso da quello previsto: alimentare ulteriormente la resistenza infondata ai vaccini salvavita.

Rendere obbligatori i vaccini dovrebbe essere al massimo un ripiego. L'unica politica sostenibile è che il governo si adoperi per presentare al pubblico i benefici delle vaccinazioni e utilizzare meglio le prove disponibili per attuare strategie più proattive che possano estendere i tassi di copertura già rispettabili [in Francia] per la maggior parte delle malattie rispetto a quelle in cui le vaccinazioni sono invece in ritardo.»

Perché l'articolo di Nature è importante? Primo, perché Nature è da chiunque riconosciuta come una rivista scientifica autorevole in qualsiasi parte del globo. Pertanto, ciò che viene scritto è oggettivamente credibile. Secondo, perché la legge che Nature prende in esame è praticamente identica a quella licenziata in Italia dalla ministra Lorenzin. Quindi, le perplessità di Nature espresse nei confronti della Francia possono tranquillamente essere riprese anche per l'Italia.

I vaccini, da tempo e ancor più nelle ultime settimane, sono diventati un tema della campagna elettorale e utilizzati dal Partito Democratico e dai suoi alleati come elemento di discredito nei confronti degli avversari politici che, negando la necessità dell'obbligatorietà, vengono rappresentati come dei pazzi che non hanno in considerazione alcune la salute dei cittadini, a partire da quella dei bambini.

Così scrive Matteo Renzi nella sua Enews del 17 gennaio 2018: «I gemelli diversi, Di Maio & Salvini, si lamentano dell’obbligatorietà dei vaccini ignorando che grazie alla loro obbligatorietà aumenta la copertura sanitaria e dunque diminuiscono i rischi per tutti di contrarre malattie gravi. Il professor Burioni risponde così. Di Battista attacca sui vaccini con un video che diventa virale e il PD Lazio risponde così. Ma tracce di falsità rimangono non solo nel web, anche nelle chat di Whatsapp, nelle discussioni al bar, tra gli amici, in ufficio. Stare dalla parte della scienza, non della medicina fai-da-te.»

Purtroppo per Renzi, la scienza che sta dalla parte della scienza, sul tema ritiene che l'obbligatorietà, in tema di vaccini, sia controproducente, tanto che nel citato articolo di Nature è riportata la seguente affermazione: «Indicare l'esitazione della gente nei confronti della vaccinazione come una semplice battaglia tra gruppi anti-vaccino e popolazione ignorante da una parte, e la ragione scientifica e la salute pubblica dall'altra - come ha fatto il governo francese [e quello italiano] - propone una polemica improduttiva e sterile, ed una semplificazione del problema che mette in secondo piano questioni complesse, come le molteplici cause di "esitazione nei confronti della vaccinazione" da parte della popolazione e la necessità di creare fiducia nell'attività delle istituzioni sanitarie con informazioni da parte del governo e della comunità scientifica.»

Inoltre c'è anche un altro elemento, non citato chiaramente nell'articolo, che riguarda anche le conseguenze relative alla somministrazione obbligatoria di oltre 10 vaccini a partire dai tre mesi. Infatti, non esiste una casistica in tal senso perché finora non è stato fatto ciò che ad oggi è stato imposto, su larga scala, in Francia e in Italia. Come questo possa conformarsi al principio di precauzione, cui gli stessi politici che promuovono la vaccinazione obbligatoria spesso si richiamano, è ancora da comprendere.

Sandro Alioto
Categoria Salute
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