I (post) fascisti al governo, in ogni vicenda che li riguarda, non si smentiscono... in fondo per loro il "me ne frego" è un marchio di fabbrica.

L'ultima assurdità che le varie agenzie Stefani dei nostri giorni pretendono di far passare come logica e dovuta riguarda la sentenza di una giudice che, nell'esercizio delle sue funzioni, ha disapplicato una legge che, a suo giudizio, confligge con il regolamento dell'Ue e la Costituzione.

È la sentenza con cui, a Catania, la giudice Iolanda Apostolico non ha convalidato il trattenimento di tre tunisini ritenendone le motivazioni illegittime,  perché basate su regole appena varate dal governo da lei ritenute  in contrasto con la normativa europea e con la Costituzione.

Però, secondo i "conservatori" la giudice non doveva ragionare e  non doveva giudicare. Pertanto, come una marionetta, doveva solo attenersi alle volontà politiche di Meloni, al di là di come tecnicamente siano espresse, dimenticandosi che la divisione dei poteri è l'essenza della democrazia, perché ne fa da garante.

Ma secondo i rappresentanti delle istituzioni di questa maggioranza e secondo i giornalisti che ogni volta ne giustificano le assurdità dette e commesse, la magistratura deve essere, sempre e comunque, dipendente dall'esecutivo!

Questo è quello che ha avuto il coraggio di dire un vicepremier, minacciando un magistrato e quelli che in futuro dovessero prendere decisioni contrarie a quelle dell'esecutivo...

"Perché pur di andare contro il governo si va contro gli italiani? Anche un giudice, se sbaglia, deve pagare come tutti i comuni mortali".

In funzione della campagna elettorale ormai in corso per le europee, Matteo Salvini doveva intestarsi anche questa assurda iniziativa cercando di essere ancora più assurdo della sua "alleata", Giorgia Meloni, che in precedenza aveva dichiarato di essere "basita" dalla decisione della giudice Apostolico, nei confronti della quale le agenzie Stefani hanno subito lanciato una campagna di delegittimazione, definendola una simpatizzante di estrema sinistra, con tutto quel che ne consegue.

Quel che non si capisce, da parte di coloro che non vogliono ammettere di essere solo dei (post) fascisti definendosi conservatori è perché, se sono convinti delle loro ragioni, non si limitano a dire che si oppongono alla decisione investendo della questione la Cassazione?

L’attacco della premier e del vicepremier contro un giudice stravolge il principio dell'autonomia della magistratura. Nonostante ciò, costoro e i loro giornali pretendono di non essere definiti (post) fascisti.