Perché Matteo Renzi dovrebbe essere un bravo premier se ha contribuito a seppellire di debiti il partito di cui è segretario?

Perché Matteo Renzi dovrebbe essere un bravo premier se ha contribuito a seppellire di debiti il partito di cui è segretario?

Il Partito Democratico, in osservanza al proprio statuto a alla trasparenza da esso imposta, pubblica annualmente i propri bilanci. Una nota di merito di cui bisogna dare atto e che è necessario sottolineare.

Per quanto riguarda il bilancio 2016, l'avanzo di esercizio è negativo per 9.465.745 euro. L'anno precedente era stato positivo per 728.492 euro.

Che cosa è accaduto nel 2016 che ha visto il PD perdere così tanti soldi? Ce lo spiega il tesoriere Francesco Bonifazi nella relazione sulla gestione, allegata al bilancio.

In base a quanto da lui comunicato, il Partito Democratico ha speso 11.671.873 euro per spese elettorali relative a: propaganda, organizzazione eventi e sondaggi.

Quindi, se il PD non avesse speso oltre 11 milioni e mezzo di euro per supportare la propria propaganda elettorale, non avrebbe avuto quel disavanzo.

Ma quali sono stati gli appuntamenti elettorali del 2016? Questo è quello che Bonifazi scrive al riguardo: "Si fa presente che nel corso dell'anno 2016 si sono tenute soltanto le elezioni amministrative. Pertanto non risulta applicabile nel caso in questione l'indicazione delle spese sostenute come previste nell'art. 11 della legge 10/12/1993 n.515 e successive modificazioni."

Quindi, nonostante la trasparenza imposta dallo statuto del PD, Bonifazi ci dice che il PD non è tenuto a dire ai propri sostenitori come ha speso oltre 11 milioni e mezzo di euro per la propaganda elettorale, dato che per le amministrative non è previsto.

Ma è possibile che solo per l'appuntamento delle amministrative 2016 il Partito Democratico abbia speso tutti quei soldi? Bonifazi non ce lo ha voluto far sapere, ma di sicuro non ci ha detto tutto. Infatti, a dicembre 2016, vi è stato un altro appuntamento che ha visto gli italiani chiamati al voto: il referendum confermativo della riforma costituzionale.

E per quel referendum come tutti possono ricordare, visto l'impegno del PD, di sicuro sono stati spesi molti soldi in attività di propaganda, organizzazione eventi e sondaggi, sotto la supervisione di un "guru" americano assunto per l'occasione, Jim Messina, e pagato con 400mila euro.

Quindi, anche se il trasparente Partito Democratico non ce lo ha voluto dire, possiamo presumere con buona sicurezza che il disavanzo del PD è stato causato dalla volontà di Matteo Renzi di far passare a tutti i costi la sua riforma costituzionale.

E adesso? Quello che è certo è che l'Unità, che del PD era organo ufficiale e di cui il partito è socio di minoranza, è stata mandata al macero. Difficile, se non impossibile che con questo debito il PD possa sostenerne il salvataggio.

Poi ci sono i circa 150 dipendenti del partito che non si sa bene che fine potranno fare. Per ora si parla di cassa integrazione per i prossimi 12 mesi, ma il loro posto di lavoro è a rischio. Anzi, è stato messo a rischio dal segretario del PD, Matteo Renzi, che non ha certo pensato alle conseguenze di ciò che stava facendo.

Per lui, in quel momento, l'unica priorità era far passare la sua riforma costituzionale. A farne le spese sono stati i dipendenti de l'Unità e i dipendenti del PD, sacrificati sull'altare dell'ambizione personale, ma si dovrebbe chiamare bramosia di potere, di Matteo Renzi.

Ossessivamente, il segretario del PD - coadiuvato dai suoi cloni politici che ne ripetono i concetti usando persino le stesse parole - ci informa che il paese è a rischio nel caso in cui venisse governato dal Movimento 5 Stelle, le cui incapacità - a suo dire - sono dimostrate dall'attività politica dei suoi parlamentari e da quella "pratica" dei suoi amministratori, ad iniziare da Roma capitale.

Può darsi che abbia ragione, ma se dobbiamo seguire fino in fondo il suo ragionamento, allora ci dobbiamo anche chiedere perché non dovremmo preoccuparci, noi italiani, di essere governati (seppur per interposta persona nella figura di Paolo Gentiloni Silveri) da un politico come Matteo Renzi che ha ampiamente dimostrato di sacrificare la struttura del partito e dei suoi dipendenti per soddisfare le proprie ambizioni personali! Perché non dovrebbe fare altrettanto con il resto degli italiani? Ed inoltre... siamo certi che non lo abbia già fatto?

Gino Tarocci
nella categoria Politica
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