Il Venezuela ha da poco la sua nuova valuta, il "Bolivar Sovrano", che però non sembra dar certezza sulla possibilità che ciò possa esser il primo passo sulla strada del risanamento della crisi economica del Paese. La nuova valuta nazionale sostituisce quella precedente, e rappresenta un tentativo estremo di arginare l'iper-inflazione che secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbe raggiungere a dicembre l’astronomica cifra del 1.000.000%. La nuova moneta sostituirà quella in corso, il Bolivar Forte, e come unica differenza rispetto alla precedente avrà 5 zeri in meno. Il Bolivar Sovrano è garantito dalla criptomoneta venezuelana Petro che, a sua volta, è vincolata alle riserve petrolifere del Paese. In base a quanto dichiarato dal presidente Maduro saranno emessi circa 100 milioni di token Petro. Un Petro ha come riferimento il prezzo del greggio a 60 dollari a barile e vale 3.600 "bolívar sovrani". L'emissione prevede due solo monete da 0,50 ed un bolívar, mentre le banconote saranno disponibili in tagli da 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 bolívar. Una manovra, quella di Maduro, che può definirsi disperata, ma che non sembra convincere i mercati, che continuano a restare scettici sul piano del governo per arginare una crisi profondissima.