Il no alle trivelle del ministro Costa crea tensioni nel Governo tra Lega e 5 Stelle

Il no alle trivelle del ministro Costa crea tensioni nel Governo tra Lega e 5 Stelle

«Non firmo e non firmerò autorizzazioni a trivellare il Paese anche se dovesse esserci il parere positivo della Commissione Via-Vas. Le alternative ci sono. Si chiamano "energie rinnovabili" se bisogna investire, è quella la direzione.

Ricordo che un miliardo di euro investito in rinnovabili ed efficientamento energetico crea fino a 13 mila posti di lavoro.

È anche una questione economica: vogliamo puntare sulle fossili, che impoveriscono il territorio e che creano pochi posti di lavoro o sulle rinnovabili, perseguendo gli obiettivi di sostenibilità europei, aiutando il clima e creando tanti posti di lavoro?

Mi farò dei nemici? Saranno gli stessi nemici dell'ambiente e del Paese.»


Per far passare meglio il concetto sopra riportato, espresso in un evento a Pescara in cui ha accompagnato la candidata 5 Stelle alla presidenza della Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, alle elezioni del 10 febbraio prossimo, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa lo ha pure riassunto nell'immagine riportata ad inizio articolo.

Una dichiarazione importante perché mette il ministro in aperto contrasto con le opinioni della Lega, l'altra forza politica che supporta la maggioranza.

Infatti nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato, sospese su richiesta della Lega e che torneranno a riunirsi giovedì, uno dei nodi da risolvere è per l'appunto quello relativo alle trivelle.

Il relativo emendamento al decreto legge Semplificazioni presentato da Di Maio prevede, per un termine massimo di tre anni, la sospensione dei "permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. Grazie a tale moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti, compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio".

Il "nord", in questo caso rappresentato dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale si è rivolto alla Lega, e a Salvini in particolare, perché annulli quel decreto che metterebbe in crisi un settore economico essenziale a supporto dell'area da lui amministrata.

E la Lega non pare intenzionata a cedere sull'argomento, minacciando anche un blocco nei lavori delle Commissioni al Senato nel caso in cui l'emendamento non venisse ritirato o modificato. Stessa determinazione in senso contrario, peraltro, anche da parte dei 5 Stelle che parrebbero decisi a supportare il loro ministro nel confermare lo stop a tutte le nuove trivellazioni.

Il ministro Costa, infine, ha ribadito la sua posizione sulla questione trivelle dichiarando di non temere neppure di essere sfiduciato da ministro: «Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza».


Categoria Politica
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