Obbligo vaccinazioni: prevaricazione della politica sulla scienza

Obbligo vaccinazioni: prevaricazione della politica sulla scienza

di Guglielmo Ferraro.

«L'unico pericolo sociale è l'ignoranza».
Victor Hugo

 

Non credo sarebbe troppo pretendere di vivere in un Paese normale. Quale motivazione ha condotto all’ignobile decreto che dispone l’obbligatorietà per ben 12 vaccini, pur in assenza di epidemie?

Vorrebbero farci credere che si è trattato di una decisione intrapresa per la salvaguardia della nostra salute, nel nome della scienza.

È un’enorme e vile menzogna, che si accinge a dare il via ad un gravissimo crimine perpetrato nei confronti dei più deboli e indifesi, i bambini.

A beneficiarne, ancora una volta, sarà ovviamente la potentissima Big Pharma.

I media, asserviti da sempre ai potenti, hanno svolto egregiamente il compito assegnatogli.

Un interminabile numero di servizi televisivi, confezionati allo scopo di forgiare l’opinione della gente, ha messo in atto una martellante propaganda vaccinale senza precedenti.

I medici che hanno osato sollevare critiche, sulla base della loro esperienza, delle loro conoscenze e di quanto la letteratura scientifica mondiale ci ha fornito, e che responsabilmente hanno preteso un’attenta valutazione dei rischi connessi con le vaccinazioni, sono stati sistematicamente messi a tacere, derisi, minacciati, sanzionati e additati come individui pericolosi, da tenere alla larga.

Il messaggio è stato fin troppo chiaro: i vaccini non devono essere messi in discussione, non si toccano!

Continuano a dichiarare che non c’è nulla di cui preoccuparsi, perché i vaccini sono assolutamente efficaci e sicuri. A deciderlo è stata una “comunità scientifica” deviata e dedita al profitto, con la complicità di una classe politica marcia e corrotta fino al midollo. “Lo dice la scienza…”, ci ripetono. Ma a quale scienza si riferiscano non è per nulla chiaro.

Solo negli USA, secondo dati del VAERS, nel corso degli ultimi 20 anni sono morti 145.000 bambini per colpa delle vaccinazioni.

E numerosi scienziati, di indiscutibile fama mondiale, hanno seriamente preso in considerazione le non trascurabili reazioni avverse ai vaccini. Personalità di rilievo, tra questi, è Yehuda Shoenfeld, professore della Facoltà di Medicina di Tel Aviv, considerato uno dei massimi esperti mondiali di malattie autoimmuni e scopritore della Sindrome autoimmune-infiammatoria indotta da adiuvanti vaccinali (ASIA o sindrome di Shoenfeld).

Lo scienziato israeliano è stato particolarmente critico nei confronti dei vaccini anti-HPV, ritenuti di efficacia dubbia, e comunque indimostrata, nel prevenire il cancro del collo dell’utero e responsabili di gravi e non infrequenti reazioni avverse.

Un altro autorevole ricercatore, Chris Shaw, professore dell’Università della British Columbia, ha evidenziato i danni a carico del sistema nervoso provocati dall’alluminio presente nei vaccini. Secondo Shaw, “l’alluminio è pericoloso e nocivo quanto il thimerosal, collegato anch’esso a diversi disturbi come l’autismo, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e altre patologie”.

Assai esplicito è stato anche il monito lanciato dal Prof. Antonio Giordano, Presidente dello Sbarro Institute di Philadelphia. Alla domanda: “Cosa risponderebbe a un militare che le chiedesse se fare o no 12 o 13 vaccini in un mese?”, ha così risposto: “Gli direi che andrebbe incontro a un suicidio!”.

Occorre proporre alla Lorenzin la sua esclusione dalla comunità scientifica?

A porre dei dubbi è stato persino il Nobel Luc Montagnier,  secondo il quale, le vaccinazioni, se somministrate contemporaneamente ad anti-infiammatori, potrebbero avere «effetti deleteri sul cervello» del lattante, scatenando l'insorgenza dell'autismo. Dovremmo avvisare le autorità francesi, invitandole a radiare anche lui?

Non so se la scienza sia democratica. L’annosa questione è ancora discussa. Ma è assolutamente certo che non può avere padroni!

 

 

 

Guglielmo Ferraro
nella categoria Salute
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