Lo Ius soli per il PD non è più un principio di civiltà

Lo Ius soli per il PD non è più un principio di civiltà

Ricordate Matteo Renzi che aprendo i lavori della direzione del Partito Democratico dello scorso luglio disse "Avanti sullo Ius soli, un principio di civiltà"?

Bene. Alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo lo svolgimento della conferenza dei capigruppo, lo Ius soli sparisce dal calendario di palazzo Madama... per ora fino alla fine di settembre, ma è facile prevedere che non sarà reinserito certo ad ottobre.

Questa la dichiarazione in merito del capogruppo PD al Senato, Luigi Zanda: «La nostra posizione è nota, non abbiamo cambiato idea sullo ius soli. Noi vogliamo approvare questa norma, che resta per noi un obiettivo.

Detto questo, per approvare una legge serve una maggioranza, che ora al Senato non c’è. Io confido che il lavoro politico che si farà nei prossimi giorni... e settimane porti ad una soluzione positiva del problema.»

Curioso, però, come il PD in altre occasioni abbia tirato dritto sulla possibilità di avere o meno una maggioranza in aula in relazione ad altri provvedimenti su cui gli alleati di governo di centrodestra (o forse si dovrebbe più correttamente dire più a destra del PD) - in particolar modo gli "alfaniani" (qualunque sia diventato, nelle ultime ore, il nome della loro formazione politica) - avevano espresso tutta la loro perplessità, mentre adesso sullo Ius soli lo stesso PD tira tranquillamenmte i remi in barca, rimandando il provvedimento alla prossima legislatura.

Se qualcuno volesse tirare in ballo un qualche retropensiero relativo alle elezioni in Sicilia dove Alfano e Renzi si sono uniti in matrimonio, oppure alle politiche del prossimo anno con Renzi che vuole contendere alle destre il voto anti migranti, ha tutto il diritto di farlo, perché i presupposti non lo smentiscono affatto, anzi... lo confermano pienamente!

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Politica
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