Tra pochi giorni si svolgerà l'atteso meeting tra produttori di petrolio, che dovrebbe allungare l'accordo per la riduzione della produzione.

L'attuale piano che avrebbe dovuto scadere a marzo 2018, dovrebbe essere protratto almeno fino alla fine del prossimo anno.

Gli ultimi dubbi dell'operazione riguardavano la Russia, ma - in base alle ultime indicazioni - sembra che non ci saranno problemi a coinvolgere anche il Paese guidato da Putin.

Questo clima di ottimismo ha avuto effetti importanti anche sul mercato del petrolio, molto tonico, con il Greggio che ha chiuso la settima con una quotazione intorno ai 59 USD a barile, di circa 3 dollari superiore ai minimi di lunedì 20, ed il Brent a 63,46 sopra di 2 dollari alla quotazione di inizio settimana.